Archive for the ‘borgarello’ Category

Gatti e topi

14 ottobre 2013

Il Partito democratico e la civica “Idea & lista” di Certosa
di Alessandro Galbiati *

A Borgarello in occasione del rinnovo del tesseramento Associazione Parco Visconteo, per la quarta volta nel volgere di breve il monumento de La Certosa di Pavia è stato al centro di un affollato incontro di cittadini di Certosa, Borgarello, Pavia e altri comuni: cittadini pensanti che hanno a cuore le sorti del monumento. Una “Perla” architettonica lombarda del Quattro-Cinquecento, racchiusa da antiche mura che circondano 30 ettari di terreno agricolo e 15.000 mq di antichi fabbricati, chiostri, edifici di culto; amata e conosciuta all’estero quasi più che in Italia ma drammaticamente trascurata e in condizioni di crescente degrado.
Per quanto luogo di culto, non è proprietà vaticana o della curia, ma dello Stato Italiano che – dopo averla gestita dignitosamente fino agli anni Sessanta – la concesse in gestione a una comunità di frati Cistercensi, oggi rimasti soltanto in sette. Nulla contro il diritto di culto monastico, ma appare evidente che la “regola” e il numero mal si conciliano con le esigenze di tutela di un complesso monumentale di simili proporzioni e con le necessità di gestione di flussi turistici che contano ‘spannometricamente’ dai 300 ai 700mila visitatori l’anno. Un transito imponente sino ad ora privo di regolamentazione e totalmente senza ritorno per il proprietario (lo Stato) o per il monumento. Da qui la proposta, in occasione dello scadere della concessione ai frati, della costituzione di un “polo museale” autonomo che potrà gestire convenientemente i flussi turistici (si ipotizzano ricavi da visitatori dai 3 ai 5 milioni di euro), finanziando restauri, gestione, manutenzioni, dando utile destinazione ai fabbricati, promuovendo occupazione diretta, indotto, servizi connessi sul territorio. Senza necessariamente escludere la funzione di culto. (more…)

Progetto commerciale Kaputt

14 agosto 2013

Le Motivazioni del Tar in accoglimento del ricorso su Borgarello

Pubblicate le Motivazioni con cui il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia accoglie i ricorsi avversi al Centro commerciale di Borgarello presentati dal Comune di Pavia, da quello di San Genesio e da Italia Nostra congiuntamente a Legambiente. La nostra denuncia di alcuni palesi illeciti procedurali trova ora puntuale conferma: come si legge nelle Motivazioni in accoglimento del ricorso di Italia Nostra e Legambiente, «la struttura di vendita di cui è causa, essendo collocata ad una distanza inferiore a cinquecento metri dalla sponda del Naviglio, incide sulla fascia di tutela prevista dal Piano Territoriale Regionale d’Area (Ptra) dei Navigli Lombardi, approvato con deliberazione di Consiglio Regionale 16 novembre 2010 n. IX/72, il quale ha istituito tale fascia al fine di delimitare uno spazio di salvaguardia delle aree contigue al corso d’acqua onde conservare le rilevanze paesaggistiche e valorizzare i contesti rurali ivi insistenti». Ne consegue che «le aree inserite nella suddetta fascia di tutela debbono ritenersi aree di interesse paesaggistico, sottoposte ai vincoli». Elusa in particolare la Valutazione di impatto ambientale (Via), obbligatoria. Puntuale la conferma del Tar: «i progetti relativi a strutture di vendita incidenti su tali aree debbono essere preventivamente sottoposti a procedura di verifica di assoggettabilità a Via. Va pertanto ribadito che le Amministrazioni procedenti, prima di autorizzare l’intervento di cui è causa, avrebbero dovuto attivare la procedura di verifica di assoggettabilità a Via e che, quindi, la doglianza in esame deve ritenersi fondata».

In nome del popolo italiano. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente sentenza sul ricorso numero di registro generale 3461 del 2011, proposto da: Associazione Italia Nostra onlus, in persona del legale rappresentante p.t. e Associazione Legambiente onlus, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentate e difese dagli avv.ti Roberto Scola e Francesco Maurici, con domicilio ex lege (art. 25, lett a) c.p.a.) presso la Segreteria di questo Tribunale in Milano, Via Corridoni n. 39;
contro Comune di Borgarello, in persona del Sindaco p.t., non
costituito; Regione Lombardia, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Antonella Forloni, domiciliata presso gli Uffici dell’Avvocatura regionale in Milano, Piazza Città di Lombardia n. 1;
nei confronti di Progetto commerciale s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa dall’avv. Maria Lucia D’Ettorre, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultima in Milano, Via Spadai n. 2; Comune di Certosa di Pavia, in persona del Sindaco p.t., non costituito;
per l’annullamento dei verbali delle conferenze di servizio del 28 settembre 2010, 3 dicembre 2010, 10 gennaio 2011 e 24-26 gennaio 2011 riguardanti il progetto di centro commerciale di Borgarello (PV); della relazione finale del rappresentante della Regione Lombardia allegata al verbale del 26 gennaio 2011; dell’autorizzazione commerciale del 5 aprile 2011 rilasciata dal Commissario Straordinario del Comune di Borgarello a Progetto Commerciale s.r.l.
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Legambiente su Borgarello

13 agosto 2013

Lorenzo Blone intervista Renato Bertoglio

L’intervista risale a poco prima che venissero rese note le Motivazioni del Tribunale amministrativo regionale, che pubblichiamo a seguire.

Il TAR per la Lombardia accoglie i ricorsi di Italia Nostra e Legambiente [le motivazioni], del Comune di San Genesio e Uniti [le motivazioni] e del Comune di Pavia [le motivazioni], per l’annullamento dei verbali delle conferenze di servizio […] riguardanti il progetto di centro commerciale di Borgarello (PV).

Borgarello è Italia Nostra

11 agosto 2013

di Achille Mortoni *

Da parecchi anni a Borgarello si parlava, com’è noto, del progetto di nuovo Centro Commerciale, grazie alla intraprendente disinvoltura dell’allora sindaco Donato Rovelli; centinaia di speranzose richieste di assunzione erano persino state depositate in Comune.
Finché tre anni fa, con istanza del 3 agosto 2010, la Società Progetto Commerciale s.r.l. con sede in Bergamo e capitale sociale di € 250.000 chiese al Comune l’autorizzazione ad aprire una struttura di vendita di 14.950 m2 di superficie, di cui 2.500 per il settore alimentare e 12.450 per quello non alimentare, nel quadro di servizi vari, tra cui un albergo, per un totale di 48.900 m2 di superficie e 53.700 m2 di parcheggi pubblici. Il Comune approva: è grosso l’affare, una gran cementificazione di campi verdi, una potente macchina per attirare clienti, traffici, inquinamento e intasamento non solo a Borgarello, ma alle non lontane Certosa e Pavia. Il Commissario prefettizio rilascia l’autorizzazione il 5 aprile 2011, passando sopra a una serie di incongruenze e di irregolarità palesi a chi abbia la pazienza di leggere gli atti delle Conferenze di Servizi.
A Pavia la Sezione di Italia Nostra ha sempre visto la Certosa di Pavia come il monumento principale del territorio pavese, e l’antico Parco Visconteo come il contesto paesistico di pregio entro il quale il convento certosino va salvaguardato e ammirato. Ha dunque subito valutato la gravità dei rischi e previsto i costi e l’insostenibilità dei danni che la grande operazione avrebbe inflitto a tutto il territorio pavese, non soltanto a Borgarello, dove ha regnato da decenni la speculazione edilizia e mancano servizi. Ha quindi chiesto alla Presidenza nazionale di opporsi al progetto. (more…)

Borgarello: no Tar, no party

10 agosto 2013

Il ricorso di Legambiente e Italia Nostra avverso al Centro commerciale di Borgarello è stato accolto dal Tar. È una grande notizia, poiché ora il megaprogetto dovrà essere fermato.

Invece di coltivare i campi, a Borgarello qualcuno ha coltivato l’idea di un mega-Centro commerciale dal nome altisonante di “Factoria” sopra un’area di ben 217.449 metri quadrati, a pochi passi dal corso d’acqua del Naviglio e dal Monumento della Certosa, in sostituzione dei campi. Un intendimento autolesionista, poiché in spregio al paesaggio e al pubblico interesse, alle regole e al buonsenso. Elusa in particolare la Valutazione di impatto ambientale (Via), obbligatoria. Lo puntualizzano Legambiente e Italia Nostra in due ricorsi, a cura degli avvocati Franco Maurici e Roberto Scola, al Presidente della Repubblica e al Tar, ricorso che ora il Tar ha accolto. Eccone un estratto:

«Il progetto prevede una strada extraurbana secondaria di interesse provinciale, che in prossimità del Cassinino in territorio di Pavia e in zona vincolata a Parco del Ticino, supera il Navigliaccio; in territorio di Borgarello insiste sulla fascia di 500 metri dalla sponda ovest del Navigliaccio; in prossimità di Borgarello supera questo corso d’acqua invadendo anche la fascia di 100 metri dalla sponda ovest del Navigliaccio, intangibile, tutelata dal Ptra dei Navigli. Il progetto di Centro commerciale in riferimento al tracciato della nuova strada, che ne costituisce parte integrante, in mancanza di preventiva Via è stato autorizzato in violazione, oltre che del punto 7 b 2 anche del punto 7 g 2 all. B alla L.R. 5/2010.
Sia la Conferenza di servizio sia il Commissario straordinario di Borgarello violano i punti 7 lett. B2 dell’allegato B alla L.R. 5/2010 in quanto, senza preventiva Via la prima dichiara ammissibile, e il secondo autorizza, un Centro commerciale dalla superficie di vendita superiore a 1.500 mq in un Comune con popolazione inferiore a 10.000 abitanti incluso in zona soggetta a vincoli paesaggistici; violano altresì l’art. 4 co. 5 L.R. 5/2010 in quanto consentono un intervento che interferisce senza preventiva Via sulla Rete ecologica regionale.
Il progetto in questione prevede un parcheggio di 1988 posti auto autorizzato senza preventiva Via; pertanto viola il punto 7 b 5 dell’allegato B della L.R. 2 febbraio 2010 n. 5.
Il progetto prevede una strada extraurbana secondaria di interesse provinciale, che in prossimità del Cassinino in territorio di Pavia e in zona vincolata a Parco del Ticino, supera il Navigliaccio; in territorio di Borgarello insiste sulla fascia di 500 metri dalla sponda ovest del Navigliaccio; in prossimità di Borgarello supera questo corso d’acqua invadendo anche la fascia di 100 metri dalla sponda ovest del Navigliaccio, intangibile, tutelata dal Ptra dei Navigli. Il progetto di Centro commerciale in riferimento al tracciato della nuova strada, che ne costituisce parte integrante, in mancanza di preventiva Via è stato autorizzato in violazione, oltre che del punto 7 b 2 anche del punto 7 g 2 all. B alla L.R. 5/2010».

Hanno provato a dipingerla come una indispensabile fonte per l’occupazione. È vero il contrario: secondo Confcommercio il nuovo ipermercato procurerebbe 279 nuovi posti di lavoro – malpagati e con un’ampia percentuale di contratti a tempo determinato e part-time – e per contro se ne perderebbero 573: saranno dunque ben 294 posti di lavoro perduti. E pietra tombale sui negozi della zona.
Ora il Tar ci ha dato ragione, tutto si fermerà e ne siamo felici. Non resta che attendere le Motivazioni. (G.G.)

Il testo integrale del ricorso, a cura degli avvocati Franco Maurici e Roberto Scola, accolto dal Tribunale amministrativo regionale [»leggi]

A scuola da Lamberti

28 Maggio 2013

La lista Progetto civico di Nicola Lamberti stravince le elezioni a Borgarello in provincia di Pavia, piccolo paese di 2.500 abitanti chiamato a misurarsi col progetto di un invasivo mega Centro commerciale devastante per economia e territorio. Stravince dicendo NO all’ecomostro; stravince indicando una chiara alternativa civica entro una prospettiva ambientalisticulturale per il futuro del territorio.
Lamberti si afferma rivendicando autonomia da partiti e lobbies pro o contro questo o quello, intercettando elettori anche a destra e trovando sintonie in partiti e movimenti (Partito democratico, Sel, Rifondazione, Cinquestelle fra gli altri) che – abbassate alcune stanche e non sempre linde bandiere – nel sostenerlo hanno rinfrancato questa radicale svolta rigenerativa, destinata a riverberarsi ben oltre i confini del piccolo comune padano. Una chiara indicazione culturale, morale e politica anche per la città capoluogo, alla vigilia delle elezioni amministrative 2014. (G.G.)

Rovelli for residence

21 Maggio 2013

di Giovanni Giovannetti

Come è noto, il candidato sindaco di Borgarello Donato Rovelli ha acquisito due estese aree agricole, funzionali al programma dell’annunciato Centro commerciale, a un prezzo inferiore a quello agricolo e per giunta «irrisorio rispetto al valore di quei terreni». Lo si legge in un Atto giudiziario del 16 gennaio 2013; notizia recentemente ripresa dal quotidiano locale il 9 maggio scorso. Cosa ha replicato il Rovelli? In un suo volantino afferma che «i terreni oggetto del compromesso sono assolutamente estranei a quelli relativi al Centro commerciale» poiché «ubicati a diversi chilometri di distanza, in un diverso Comune». Forse l’ex sindaco ci ha presi per fessi: lui, l’austero fautore del Centro commerciale, più di altri e per tempo era a conoscenza del destino di quei campi (una strada per l’Iper).
Del resto di menzogne e omissioni in questa storia se ne riscontrano parecchie. E particolarmente odiose sono quelle patite da un imprenditore agricolo affetto da una retinopatia pigmentosa, un grave handicap visivo.
Ma andiamo con ordine, a partire dal 2007, anno in cui l’inconsapevole imprenditore, vedendo peggiorare il deficit visivo che lo affliggeva, accetta di vendere parte dei suoi terreni alla G.E. Srl di Emanuele Forte (un promotore finanziario di Certosa molto vivace anche nel settore immobiliare) «ad un prezzo – si legge nell’Atto – inferiore di almeno la metà rispetto al valore reale dei terreni».
Due anni dopo, il promotore finanziario induce il cliente a sottoscrivere una procura generale in suo favore. Si riscontrerà poi che, a sua insaputa, Forte l’aveva utilizzata «per gestire il capitale, accumulato dall’agricoltore nel corso di una vita, impiegandolo in diverse operazioni finanziarie e aprendo numerosi conti correnti presso la filiale milanese della Ubi Banca private Investment», in contrasto con l’obbligo di agire nell’interesse del suo cliente, così «da arrecare a quest’ultimo un grave pregiudizio economico». Per questo motivo il 12 maggio 2012 l’agricoltore decide di revocare la procura al “suo” promotore finanziario.
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Un Rovelli Laqualunque

15 Maggio 2013

da Borgarello, Claudio Elazar Lazzaro

Giovanni Giovannetti (giornalista) è amico e sostenitore di Progetto Civico, scrive articoli su blog e giornali, articoli che chiunque ipoteticamente potrebbe fotocopiare e infilare nelle caselle altrui.
Antefatto: Lunedì 13 Maggio 2013 intorno alle dieci del mattino parcheggio la mia autovettura davanti alla Villa Mezzabarba a Borgarello e incontro Francesco Briganti (candidato per Progetto Civico) che mi mostra un volantino intitolato “Il Fallimento di Lamberti” a firma di “Insieme per Donato Rovelli” (qui di fianco). In questo delirante volantino Donato Rovelli accusa Progetto Civico di fotocopiare gli articoli di Giovanni Giovannetti e distribuirli in casella a Borgarello (o perlomeno così ho capito da Donato Rovelli, che ho avuto il piacere di incontrare davanti a Villa Mezzabarba e che appena gli ho fatto una domanda sul volantino da lui distribuito ha cominciato a dire NO NO NO come se si fosse inceppato).
La prima domanda che mi sono fatto è «perché Progetto Civico dovrebbe fare una cazzatona simile?» La seconda è «a cosa serve?» La terza non è una domanda ma un’affermazione (anche se è pur sempre una supposizione) ovvero, non sapendo più cosa inventarsi, dopo essere stato paragonato da alcuni goliardi borgarellesi al Cetto Laqualunque che intesta la Pizzeria al figlio Melo, memore della cantilena di Cetto quando dice «Melo sei contento che papà ti ha intestato la pizzeria?», preoccupato dall’opinione dei Leghisti alleati, per non parlare poi di quella dei Leghisti non alleati (che probabilmente se non certamente sono molti di più degli alleati), Donato ha fotocopiato l’articolo di Giovannetti e se l’è impostato da solo.
Illazioni al limite della diffamazione e accuse prive di fondamento tuona Donato Rovelli nei confronti di Giovannetti, ma ufficialmente non chiede a Giovannetti di ritrattare nulla perché nulla è da ritrattare… se le accuse fossero prive di fondamento come Donato Rovelli afferma le querele sarebbero già arrivate e invece? Tutto tace… calma piatta. “Il fallimento di Lamberti” (titolo del volantino di Donato Rovelli) termina con una frase fuori luogo e frutto della bile accumulata in questa incalzante campagna elettorale, ovvero il nostro Cetto Rovelli Laqualunque “cazzu iu” dice le testuali parole: «Le illazioni e la politica del sospetto sono princìpi e metodi che appartengono alle organizzazioni malavitose» ovvero Donato Rovelli dà del mafioso a Nicola Lamberti; ma successivamente Rovelli afferma di essere a favore del rispetto delle persone nella diversità delle idee.
Era già capitato che in questa campagna elettorale Rovelli dichiarasse un concetto ed il suo esatto contrario nello stesso giorno… Donato Rovelli afferma nel suo programma di essere contro lo spreco di territorio e di voler aiutare gli esercizi di vicinato, ma alla presentazione della sua lista afferma di essere a favore della creazione di un Centro commerciale.
Essere schizofrenici non è compatibile con una candidatura a sindaco e la schizofrenia di Donato Rovelli o “Penna Bianca” come viene chiamato in paese credo non sia uno dei fattori che blocca Nicola Lamberti, anche quando viene gratuitamente ingiuriato da Donato Rovelli come mafioso, a non rivolgersi alle forze dell’ordine o a un’avvocato.
Ma come ognuno di noi sa che ogni pazienza ha un limite… un confine.. e Donato Rovelli questo confine lo ha attraversato senza passaporto a suo rischio e pericolo; è stata la sua ultima occasione, ora la festa è finita.

Tiene famiglia

12 Maggio 2013

di Franco Osculati

Si pensava che in Italia la famiglia godesse di alta considerazione. «Fare come un buon padre di famiglia». «Eliminare l’Imu prima casa perché toccare la casa è come toccare la famiglia». «Introdurre il quoziente familiare». Ecc.. Oggi, però, sembra farsi strada una diversa concezione. Forse più moderna, comunque là dove non te l’aspetti, ovvero a Borgarello, dove molti sono così preoccupati dell’avvenire dei propri figli da volere a tutti i costi un mega iper super store che consenta di arruolare 100 – 120 giovanotti con un bel contratto “a chiamata” (sarebbe un contratto di lavoro per cui alle 21 del venerdì ti dicono di tenerti pronto per il successivo sabato per lavorare dalle 11 alle 15 e, se ti comporti bene, anche la domenica dalle 13 alle 15).
A leggere la “Provincia Pavese” di giovedì 9 maggio salta fuori che Rovelli, candidato sindaco a Borgarello, è implicato in una vicenda di compravendita di terreni (edificabili ma parrebbe acquistati a prezzo agricolo). Secondo Maria Fiore, per trarsi d’impaccio (o tentare di…), Rovelli dichiara: «Non c’entro più nulla con questa storia. Ho ceduto l’opzione a mio figlio Gabriele attraverso la costituzione di una società». Ora, a parte che, nell’ottica di Rovelli, c’è un «più» di troppo (ora non c’entro più ma prima evidentemente sì che c’entravo), Gabriele non è anche lui un “piezzo e core”? Cioè, una creatura, un figlio, uno per cui gli italiani, si diceva, erano pronti a qualunque sacrificio? Ad incominciare dal non inguaiarli al posto proprio.

Borgarello nel cuore, lato portafoglio

9 Maggio 2013

di Giovanni Giovannetti

L’ex sindaco comunista di Borgarello Donato Rovelli (avvincente primo sponsor politico del mega-centro commerciale alle porte del paese, ora candidato nel centrodestra) figura quale acquirente di uno dei terreni agricoli presso Certosa sopra cui dovrebbe passare la variante alla strada provinciale 35, asfalto “di servizio” per il Centro commerciale.
Una storia a tratti odiosa. Nell’aprile 2012, Rovelli e il promotore finanziario Emanuele Forte di Certosa sottoscrivono il preliminare di compravendita a prezzo di favore per un terreno che la Ge srl di Forte gestisce per procura in nome di un inconsapevole imprenditore agricolo affetto da retinite pigmentosa, una malattia ereditaria degenerativa. L’ex sindaco sa che – una volta approvata la variante alla ex statale dei Giovi per il Centro commerciale – il valore di quel terreno è destinato a lievitare (come potesse il Rovelli manifestarsi tanto sicuro dell’approvazione provinciale rimane tuttavia un mistero).
Così la racconta Maria Fiore sul quotidiano locale il 9 maggio: «A causa del peggioramento delle condizioni di salute dell’agricoltore, la sorella dell’uomo viene a conoscenza della vendita dei terreni e dell’esistenza della procura, che sarebbe stata usata anche per portare avanti una serie di operazioni finanziarie di cui l’agricoltore non era a conoscenza. A questo punto l’agricoltore decide di revocare la procura a Forte. Ma una settimana più tardi, attraverso quella stessa procura, davanti ad un notaio il promotore finanziario sottoscrive un contratto preliminare di compravendita a favore di Donato Rovelli […] Inoltre, l’accordo prevede che il prezzo sarebbe stato pagato solo al momento del rogito, da fare nei 5 anni successivi», senza alcuna caparra e sulla buona fede, garantendosi l’acquisto futuro senza esborsi preliminari, aspettando il Centro commerciale.
Ora siamo in campagna elettorale. (more…)

Scintille a Borgarello

6 Maggio 2013

di Giovanni Giovannetti

Che ci fa il condannato per gravi reati amministrativi Giovanni Valdes (1 anno e 4 mesi per turbativa d’asta) insieme a Donato Rovelli, l’ex sindaco comunista di Borgarello ora in cordata con Lega nord e berlusconiani? Valdes – successore di Rovelli quale primo cittadino – fu rimosso dall’incarico e incarcerato dopo che, il 16 gennaio 2010, aveva assegnato alla Pfp di Carlo Chiriaco (13 anni di reclusione in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta) l’appalto per l’edificazione dell’area Peep di Borgarello in via Di Vittorio; quell’appalto che ha portato in cella anche il sindaco ciellino (Valdes a Chiriaco – intercettazione del 20 gennaio 2010: «è un po’ sporca ma la facciamo»). Fra l’altro Valdes guidava una Giunta di cui era autorevole componente l’assessore Antonio Bertucca, figlio del capo della ‘Ndrangheta pavese Francesco Bertucca, imprenditore edile condannato in primo grado il 19 novembre 2011 a sei anni di reclusione per associazione mafiosa (pena sostanzialmente confermata – 4 anni e 8 mesi – il 23 aprile scorso).
Torniamo alla domanda: che ci fa uno come Valdes – condannato anche in appello – insieme a un candidato sindaco bollato da solidi valori come Donato Rovelli?
Tralasciamo per un momento l’entusiastica adesione di entrambi al progetto di mega-centro commerciale alle porte del paese, spacciato dai due quale imperdibile occasione per l’occupazione (secondo Confcommercio è vero il contrario: procurerà 279 nuovi posti di lavoro – malpagati e con un’ampia percentuale di contratti a tempo determinato e part-time – e per contro se ne perderanno 573: saranno dunque ben 294 posti perduti. E pietra tombale sui negozi della zona). Tralasciamo tutto questo, poiché fino a ieri Valdes e Rovelli parevano antagonisti, come don Camillo e Peppone a Brescello, come David Niven e Alberto Sordi ne I due Nemici, come Daniele Bosone e Vittorio Poma alle recenti elezioni provinciali… E invece eccoli sodali, o almeno così parrebbe da una prima lettura dell’infamante volantino titolato Pasticcioni!? («è un po’ sporca ma la facciamo», sembra dire Valdes al Rovelli…), divulgato in paese e reperibile sul profilo Facebook di “Borgarello nel cuore!”, la lista padano-berlusconiana di cui Rovelli è il candidato sindaco. Provare per credere: cliccate su “proprietà”, ed ecco fare bella mostra di sé il nome del presunto autore: Giovanni Valdes da Borgarello, provincia di Platì.
Non sarà l’unica scintilla di una campagna elettorale che si annuncia molto calda. All’orizzonte se ne profilano di ben più incandescenti: storie di firme carpite con l’inganno al proprietario “cieco” di uno dei terreni sopra cui dovrebbe passare la variante ex SS 35, quella disegnata per il Centro commerciale; storie di terreni agricoli in quota a un impresario edile nonché pluricondannato per narcotraffico e associazione mafiosa; e, sopratutto, storie di speculazioni fondiarie ad opera di società, assai preveggenti, che farebbero capo al parente più stretto di un ex sindaco di centrosinistra ora col centrodestra… Argomenti su cui torneremo.

Borgarello lotta

2 Maggio 2013

Centro commerciale di Borgarello. La “Memoria di replica” degli avvocati Franco Maurici e Roberto Scola – a nome di Italia Nostra e Legambiente – all’udienza del 2 maggio 2013 presso il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia.

Cronologia degli atti

1 – 18/03/2009. Con deliberazione 18/03/2009 n. 10 il C.C. di Borgarello approva definitivamente il P.G.T. del Comune che destina l’ambito di trasformazione ATC2 di complessivi 217’449 mq. a centro polifunzionale commerciale e di servizi con SLP massima di 83’000 mq.

2 – 12/07/2010. Con deliberazione 12/07/2010 n. 16 col voto del Sindaco Giovanni Valdes e dell’Assessore Antonio Bertucca, il C.C. di Borgarello adotta il P.L. dell’ambito ATC2 che prevede una SLP complessiva di 48’900 mq. di cui 6.500 mq. ad albergo; 12.000 mq. a servizi ed intrattenimento; 29.900 mq. a destinazione commerciale, comprendente 14.950 mq. di superficie netta di vendita; 52.700 mq. a parcheggi pubblici; 55.200 mq. a parcheggi pertinenziali; 32.618 mq. a superficie drenante; 500 mq. a distributore di carburanti.
La deliberazione di adozione elenca gli elaborati (tavole e allegati) dando atto «che si annettono alla presente deliberazione a costituirne parte integrante». Tra questi sono particolarmente rilevanti:

A – La tavola 34: sistema viabilistico extra comparto (tratto di nuova viabilità provinciale); percorso viabilistico esclusivo a servizio dell’enorme complesso, in mancanza del quale non sarebbe possibile l’accesso al centro commerciale. Il sistema viabilistico comprende una strada provinciale che si diparte dal Comune di Certosa, raggiunge in Comune di Borgarello il centro commerciale e si inoltra poi nel Comune di Pavia. Il percorso stradale è previsto interamente a ovest del Navigliaccio che sorpassa con due ponti, uno a Certosa l’altro a Pavia, in pieno Parco del Ticino.

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Il gioco dei quattro cantoni tremiglia

30 aprile 2013

Centro commerciale di Borgarello. Con chi è schierata la Provincia?
di Giovanni Giovannetti

Da quale colore è tinta l’Amministrazione provinciale pavese formalmente schierata per il no e che, nondimeno, il 24 aprile scorso per penna del suo presidente Daniele Bosone ha sollecitato il Comune di Pavia a introdurre nel Pgt il collegamento tra la tangenziale cittadina e la variante stradale ex Strada statale 35, quella disegnata per il Centro commerciale? La Provincia è retta da Pd e Sel. Singolarmente, Sel è tra i più fieri avversari di questo progetto, e forse non per caso l’assessore Franco Osculati o altri di Sel ne erano stati tenuti all’oscuro (al momento del passaggio in Giunta di questa Osservazione al Pgt pavese, Osculati era all’estero), così come non ne era al corrente il capogruppo Pd in Provincia Martina Draghi. E la sua eventuale approvazione avrebbe fatto cadere uno dei principali ostacoli alla realizzazione dell’invasivo Iper. (more…)

Il bluff

28 aprile 2013

La partita del Centro commerciale di Borgarello
di Giovanni Giovannetti

Altro che «sfamare il pianeta»; altro che visite guidate al Monumento della Certosa… Niente di tutto questo. I frequentatori di Expo 2015 potranno invece recarsi al Centro commerciale “Factoria” di Borgarello, alle porte di Pavia, eloquente esempio di come in Italia si consuma territorio agricolo in inutili ed oscure operazioni finanziarie – sottraendolo così alla vocazione agroalimentare – al solito fingendo di creare nuovi posti di lavoro anche se è vero il contrario. Il 2 maggio se ne discuterà al Tar per la Lombardia.

Sul Centro commerciale di Borgarello si gioca la partita del bluff tra la Progetto commerciale srl – proprietaria dell’area – e la nuova Giunta comunale, apertamente contraria all’iper eppure indotta alla conferma dello scellerato Piano di lottizzazione sotto la minaccia di una onerosa richiesta di «risarcimento danni» quantificata in 40 milioni di euro. E dire che il neosindaco Nicola Lamberti, come vedremo, ha tenuto in mano nientemeno che un poker d’assi.
Dopo il cambio di amministrazione, per tanti buoni motivi Lamberti avrebbe potuto invocare la decadenza del Piano, deliberato dal suo predecessore Giovanni Valdes (incarcerato il 21 ottobre 2010 con l’accusa di turbativa d’asta, condannato il 19 novembre 2011 a 1 anno e 4 mesi) e da una Giunta di cui era autorevole componente l’assessore Antonio Bertucca, figlio del capo della ‘Ndrangheta pavese Francesco Bertucca, l’imprenditore edile condannato in primo grado il 19 novembre 2011 a sei anni di reclusione per associazione mafiosa (pena sostanzialmente confermata – 4 anni e 8 mesi – il 23 aprile scorso). (more…)