Archive for the ‘direfarebaciare’ Category

Se l’aria ci avvelena

24 giugno 2021
 Ferloni Oddone

Ha destato scalpore la notizia, diffusa in questi giorni dall’Agenzia europea dell’ambiente, che alcune città della Pianura padana, e in particolare quelle lombarde, sono tra le più inquinate d’Europa. Secondo lo studio, Cremona registra una concentrazione media di particolato che supera i 25,9 µg/m3 (microgrammi di inquinante gassoso per metro cubo di aria ambiente), Vicenza il 25,6 µg/m3, Brescia il 24 µg/m3, Pavia il 23 µg/m3, Venezia il 22,4 µg/m3, Piacenza e Bergamo rispettivamente il 20,8 µg/m3 e il 10,6 µg/m3. Due grandi città come Milano e Torino superano entrambe i 20 µg/m3. Tutto questo rappresenta una minaccia alla salute umana e agli ecosistemi.

L’argomento è solo apparentemente attuale. Lo stato di salute della pianura padana marca visita da tanto tempo ed ha indotto nelle persone effetti sia acuti sia cronici: dalle irritazioni respiratorie e gravi malattie cardiache e polmonari, alle infezioni acute nei bambini e bronchiti croniche negli adulti, per tacere di leucemie e tumori, con mortalità prematura e ridotta speranza di vita. Secondo alcuni recenti studi, non sarebbero poi da escludere correlazioni con la particolare veemenza del Covid 19 proprio in queste zone. Dell’aria della Lombardia, come di tutta la Pianura padana, hanno scritto Paolo Ferloni e Massimo Oddone – due affermati studiosi dell’Università di Pavia – in Se l’aria ci avvelena (Effigie, 2019), un libro che per tempo ha posto la questione e indicato soluzioni. (G. G.)

Università, la comunità dimenticata

9 giugno 2021

di Ludovica Picchi e Marika Moreschi*

Massimo Bucchi

In questi mesi, analizzando statistiche e facendo sondaggi, è stato rilevato un aumento nella percentuale di studenti frequentanti e di studenti in attivo (cioè di studenti che danno gli esami). Questa modalità sembrerebbe quindi aver aumentato la nostra produttività e accelerato le nostre carriere accademiche, con il risultato che mediamente si può dire abbia avuto un impatto positivo. Ma se ogni beneficio ha un costo, quale prezzo stanno pagando studenti e studentesse?

(more…)

Lo dice il Papa

7 giugno 2021

di Giovanni Giovannetti

All’Angelus di domenica 6 giugno, papa Francesco si è detto addolorato per il genocidio perpetrato dalle scuole Residenziali cattoliche ai danni dei popoli nativi del Canada, e denuncia quel modello colonizzatore. Nel maggio scorso sono stati trovati i resti di 215 bambini, i più piccoli avevano tre anni, in una fossa comune nella Kamloops Residential School, in British Columbia. Come ho scritto nell’articolo qui sotto, «Tra il 1922 e il 1984, nelle Residential Schools cattoliche del Canada i bambini appartenenti alle comunità native erano frequentemente sottoposti a violenze fisiche, abusi sessuali, sterilizzazioni che hanno causato la morte di oltre 50mila minori». Solo che questo mio articolo risale a più di dieci anni fa: era infatti uscito sul n. 7/2010 della rivista “Il primo amore”. Ora, e finalmente, papa Francesco sembra voler prendere di petto la vergognosa situazione.

(more…)

Ettore Filippi

24 maggio 2021

di Giovanni Giovannetti

Caro Ettore, mi vedevi ossessivamente come il fumo negli occhi e per te, più che “un” nemico, a momenti sono stato “il” nemico. Tu, il capo della Mobile pavese capace di catturare Fenzi e Moretti. Tu, il vicesindaco di Pavia in quota Margherita amico dei lottizzatori abusivi. Tu che, migrato a centrodestra, ti sei accodato nel mendicare i voti degli amici costruttori (di slot machine) e del capo della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri. Tu e quel tuo modo di fare, così untuosamente cordiale e seducente. Hai anche instradato un compianto imprenditore edile (un amico più amico degli altri, quello della lottizzazione abusiva di Punta Est) nell’assoldare un investigatore privato per scavare nella mia vita privata (esilaranti, al riguardo, le intercettazioni). E quando una calda manina in una antivigilia di capodanno ha dato fuoco a casa mia, la prima telefonata solidale (“Oh, guarda che io nulla c’entro…”), curiosamente l’ho avuta proprio da te. A darti retta, chi denuncia le pubbliche malefatte è “un infame” (bell’aggettivo, da vero sbirro…) ma su una cosa hai avuto ragione: gli “infami” che in questi anni si son spesi nel denunciare le pubbliche malefatte hanno chi più chi meno subìto condanne e tribolazioni; quasi sempre assolti invece gli “amici”, e quei loro accomodanti referenti politici. Ma ora non è più affar tuo: da ieri hai smesso di librarti tra le crepe della tua vita terrena. Almeno ora, caro Ettore, riposa in pace.

Un forse utile ripasso

1 maggio 2021

di Giovanni Giovannetti

Tra gli arrestati di questi giorni a Parigi c’è anche il quasi ottantenne e malato Giorgio Pietrostefani, esule in Francia dopo la tormentata condanna definitiva a 22 anni di reclusione quale mandante dell’omicidio, a Milano, nel 1972, del commissario di polizia Luigi Calabresi. Ne ho scritto in alcune pagine del mio Malastoria, che qui ripropongo in sintesi.

Poco prima di essere ucciso il 17 maggio 1972, il commissario milanese di polizia Luigi Calabresi stava indagando su un traffico d’armi e di esplosivi internazionale che vede coinvolti ambienti atlantici, circoli neonazisti tedeschi e Ustaša croati.

E va ricordato che (lo scrive l’ex ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani nel suo libro Politica a memoria d’uomo) una parte dell’esplosivo poi usato per la strage di piazza Fontana a Milano «venne fornita a uomini di Ordine nuovo da un agente nordamericano. Ma non era della Cia, proveniva da una centrale tedesca [la base di Bad Tolz, dove si addestravano le forze non convenzionali italiane] in cui operavano americani e tedeschi».

(more…)

Dove sono finite le biblioteche scolastiche?

27 aprile 2021

di Annalisa Testa *

Massimo Bucchi

Sono stata assunta all’età di 25 anni in un liceo della mia città, avevo vinto un concorso come assistente di biblioteca. Con entusiasmo sono entrata in quell’immenso edificio moderno, costruito da poco e inaugurato l’anno precedente. Mi sembrava di essere diventata di nuovo un’alunna, in effetti la mia età non si discostava molto da quella degli studenti che frequentavano l’ultimo anno.

(more…)

Librerie chiuse o semivuote e fatturati in aumento?

27 aprile 2021

di Giovanni Giovannetti

Effettivamente il termometro del mercato librario italiano, se visto nel suo insieme, nel 2020 ha segnalato un miglioramento del 2,4 per cento ascrivibile all’aumento nelle vendite degli e-book (97 milioni di euro, +27 per cento rispetto al 2019), degli audiolibri (17,5 milioni di euro, +94 per cento!) e a una diversa politica degli sconti sul prezzo di copertina dei libri cartacei, tale da portare la “varia” nel suo complesso al +0,3 per cento. Ma va pur detto che – sono stime Aie/Nielsen – nei primi quattro mesi del 2020 la perdita del fatturato in libreria ha toccato il 20 per cento (con un picco di oltre il 70 per cento tra marzo e aprile, e solo a partire da giugno si era tornati ai livelli del 2019) in un Paese, l’Italia, in cui il numero dei lettori e le vendite in libreria non crescono da 17 anni. Ne consegue, recita il rapporto Aie/Nielsen, che «il lockdown ha fatto chiudere le librerie, ha bloccato la pubblicazione di nuovi libri, ha cancellato festival ed eventi, lasciando internet come unico canale d’acquisto». Insomma, aumenta solo la vendita online, passata dal 27 per cento al 48 per cento del totale.

Una più recente ricerca di Aie ha infine mostrato, cito, «che all’11 luglio la perdita di fatturato annuo si era ridotta all’11 per cento rispetto al 20 per cento di aprile» (equivalenti a 533 milioni rispetto ai 600 milioni dello stesso periodo nell’anno precedente) cui vanno aggiunti altri quattro punti percentuali recuperati nei mesi che seguono, contenendo così la perdita al 7 per cento.

Ma siamo sempre lì: a fare mercato e a salvare gli editori di fascia “grossa”, e non necessariamente “alta”, al solito, sono stati alcuni best-seller. Buon per loro, ma per i piccoli “di qualità” è comunque notte fonda.

Leo, uno di noi

23 aprile 2021

di Giovanni Giovannetti

Leo Zanier

Libers… di scugnî lâ di Leonardo Zanier, l’emigrazione, l’immigrazione e il “25 aprile” di chi tuttora è libero solo di partire.

Ci sono libri che più di altri danno caratura e profondità a un progetto editoriale; la riproposta in quattro lingue delle poesie di Libers… di scugnî lâ di Leonardo Zanier (il friulano della Carnia e l’arabo come lingue principali; italiano e francese a piè di pagina) rende merito a un’opera e a un autore che non smette di essere attuale e anzi, lo ha scritto Andrea Ermano, la sua poesia possiede «una forza incredibile, un impatto che aumenta con il tempo».

Di Zanier, delle sue opere letterarie e della sua vita privata e professionale, nulla ho saputo sino al 1977. Quell’anno esce l’edizione Garzanti del suo Libers…, un canto che mi cattura al punto da indurmi a cercare notizie su di lui: avrei voluto conoscerlo, fotografarlo (era il mio mestiere), farci due chiacchiere. Chiedo allora in casa editrice; Anna Drugman, la responsabile dell’ufficio stampa di Garzanti mi segnala che Zanier vive in Svizzera tra Zurigo e Riva San Vitale e che di mestiere è perito edile e sindacalista. Apprendo che in Svizzera, l’antifascista e antirazzista Zanier è stato per anni uno dei principali animatori della federazione delle Colonie libere (dove ha contribuito ad alfabetizzare e a forgiare professionalmente i più bisognosi tra i lavoratori immigrati); coordina poi l’Ecap-Cgil, l’Ente sindacale di formazione e di ricerca, una struttura transnazionale attenta fra l’altro ai problemi delle marginalità e delle povertà.

(more…)

“MALASTORIA” al Premio Estense

23 aprile 2021

[Giovanni Giovannetti presenta al Premio Estense il suo libro MALASTORIA L’Italia ai tempi di Cefis e Pasolini – – edito da EFFIGIE]


									

Covid all’amatriciana

13 aprile 2021

Come si resiste alla pandemia in un istituto alberghiero

di Livio Ciappetta*

Massimo Bucchi

Sarebbe inutile e ridondante associarmi al già vasto coro di proteste per la gestione delle scuole durante la pandemia. Nonostante i dubbi di coloro che sostengono che non è possibile ad oggi stimare quanti e quali danni comporterà questo anno e mezzo di didattica sui generis nel futuro degli studenti, chi lavora a scuola ha già sotto gli occhi le difficoltà a cui i ragazzi sono andati incontro. Quindi passiamo oltre, per provare a gettare uno sguardo su uno spaccato scolastico particolare, spesso ritenuto marginale, come un centro di formazione professionale alberghiero. Cercherò di raccontare chi siamo e cosa abbiamo fatto finora, consapevole di non poter restituire in poche righe la complessità di una scuola che esiste da oltre sessant’anni, e anche col desiderio di non prendermi troppo sul serio, almeno di tanto in tanto.

(more…)

Dire fare ascoltare

7 aprile 2021

di Maria Cecilia Iannilli*

Massimo Bucchi

Nel mio lavoro incontro bambini e ragazzi. 

L’incontro reale avviene, si può dire, in un non-luogo. Nel crocevia di una sofferenza psichica il più delle volte inconsapevole ma spesso visibile al corpo, il quale parla di emozioni molto intense che hanno bisogno di essere nominate e integrate. Sono una psicoterapeuta e l’essenza del mio mestiere è l’ascolto. 

Come adulti, è importante accogliere le emozioni dei bambini e dei ragazzi e anche quelle che suscitano in noi, tenendo a mente la nostra storia per capire e non proiettare giudizi, aspettative, difficoltà, frustrazioni. Solo così si può aiutarli a raccontare la loro esperienza fatta anche di errori, illusioni, incomprensioni e incertezze, e trovare modi per attraversare la vita insieme a idee nuove per viverla, per immaginarla e per desiderarla. 

(more…)

Vergogne tricolori

4 aprile 2021

L’invasione italiana della Jugoslavia (terza e ultima parte)

di Giovanni Giovannetti

fucilati

Come scrive nell’estate 1942 un soldato italiano in Slovenia, «Abbiamo distrutto tutto da cima fondo, senza risparmiare gli innocenti. Uccidiamo intere famiglie ogni sera, picchiandoli a morte o sparando contro di loro. Se cercano solo di muoversi, tiriamo senza pietà e chi muore muore». Tutto questo è pazzesco, ma in Italia un criminale in divisa come Roatta verrà prosciolto nel 1948. La fuga in Spagna e l’assoluzione finale sono il prezzo del suo silenzio sulle gravi responsabilità del “maresciallo d’Italia” Pietro Badoglio e dei vertici militari, fuggiti da Roma subito dopo l’annuncio della fine delle ostilità con gli Alleati, abbandonando l’Esercito allo sbando senza ordini e senza una guida. Loro sì responsabili – ben più di Roatta – della catastrofe finale nonché della mancata difesa della capitale dall’occupazione tedesca il 10 settembre 1943.

(more…)

Punta Est. Tutti assolti

2 aprile 2021

La seconda sezione della Corte d’appello di Milano ha assolto tutti gli imputati nel processo per la lottizzazione abusiva di Punta Est a Pavia «perché il fatto non sussiste». Per aver sollevato il caso, sul portone dello studio dell’avvocato Franco Maurici vennero ripetutamente disegnate croci a morto; al consigliere comunale Walter Veltri venne bruciata l’auto e a me la casa. Non resta che domandarsi se, per i giudici milanesi, quelle croci Maurici se le sia dipinte da solo, se Veltri abbia dato fuoco alla sua auto e Giovannetti alla sua casa.

La notte del 16 febbraio 2012 “ignoti” distruggono a picconate le vetrate della sede di Insieme per Pavia in via Ferrini.

Il 17 maggio 2012 sul blog Direfarebaciare viene lasciato questo messaggio: «Stanotte è morto un mio amico. Siate più buoni. Non fate che qualcuno desideri danzare sulle vostre tombe».

Il 14 novembre 2012 “ignoti” disegnano croci nere a morto all’ingresso dell’ufficio dell’avvocato Maurici. Cancellate, tre giorni dopo ne vengono disegnate altre.

Il 14 dicembre 2012 “ignoti” danno fuoco all’auto del consigliere comunale di Insieme per Pavia Walter Veltri.

La notte tra il 16 e il 17 dicembre 2012 “ignoti” entrano nella casa al momento vuota di Giovanni Giovannetti, staccano i quadri dalle pareti e aprono cassetti, senza tuttavia rubare nulla. Un chiaro avvertimento.

La notte tra il 30 e il 31 dicembre 2012 “ignoti” danno fuoco alla casa di Giovannetti. Distrutto il seminterrato. Il pronto intervento dei Vigili del fuoco evita il peggio. Non si riscontrano altri incendi dolosi di abitazioni private nella recente storia di Pavia.

Interrogata in Procura il 25 febbraio 2013, Elena Soncini sulle croci a morto per Maurici, riferisce quanto segue: l’imprenditore edile Dario Maestri disse a Ciro Manna: «hai visto che bel lavoro abbiamo fatto? …che bravi siamo stati? Così vediamo se la finiscono di romperci i coglioni”. Manna annuì sorridendo, facendo intendere di comprendere il discorso di Maestri». Dopo alcuni giorni la Soncini viene nuovamente sentita poiché a conoscenza di altri atti di intimidazione, commissionati dal Maestri al Manna, verso Veltri, Giovannetti e la Brendolise (quest’ultima per il parere negativo espresso in ordine all’edificazione di Punta Est) che, a loro parere, li stavano danneggiando. In particolare, riferisce che il Maestri le aveva confidato di aver commissionato a Ciro Manna degli “atti intimidatori” verso chi (Giovannetti, Maurici e Veltri) lo stava danneggiando nelle sue attività imprenditoriali: «Spesso lo stesso Manna commentava il fatto che non sapevano contro chi si erano messi e che prima o poi lo avrebbero fatto picchiare se non avesse smesso di scrivere contro di lui [Giovannetti]»; e aggiunge: «Mentre Maestri stava leggendo l’articolo della “Provincia Pavese” mi disse che le croci ai danni di Maurici le aveva fatte fare sulle porte e sulle targhe dello studio anche dove c’era il nome della figlia. Non ricordo esattamente le parole ma disse anche che se dette croci fossero state pulite le avrebbe fatte rifare». Cosa che effettivamente avvenne. Secondo l’accusa, si rende evidente «la determinazione di Maestri/Manna di “eliminare” con qualsiasi mezzo i loro detrattori, senza escludere il ricorso alla violenza». I giudici assolvono.

«Tra pianti e pianti e pianti»

1 aprile 2021

L’invasione italiana della Jugoslavia (seconda parte)

di Giovanni Giovannetti

italiani sloveni

Il 6 aprile cade l’ottantesimo anniversario di una delle pagine più tristi della nostra storia nazionale. «Dicono che donne e bambini e vecchi, a frotte, o rinvenuti nei boschi o presentatisi spontaneamente alle nostre linee costretti dalla fame e dal maltempo, sono stati intruppati, e avviati (tra pianti e pianti e pianti) ai campi di concentramento». Lo si legge al giorno 25 settembre 1942 del Diario di don Pietro Brignoli, cappellano militare del secondo reggimento Granatieri di Sardegna.

Tutti i fermati – scrive il tenente dei Carabinieri Giovanni De Filippis in una delle sue periodiche relazioni – «sfilano davanti a una commissione di ufficiali della divisione Granatieri e di confidenti: secondo le indicazioni fornite da questi ultimi, si procede senza altri accertamenti: la parola dei confidenti diventa Vangelo. E così trecentomila abitanti della Slovenia restano in balìa dei confidenti…» (26 giugno 1942). Di questa commissione sono autorevoli componenti il questore di Lubiana Ettore Messana e l’ispettore capo di pubblica sicurezza Giuseppe Gueli (altri criminali di guerra). Coadiuvati dal coordinatore del locale ufficio Ovra Ciro Verdiani, il questore, con l’ispettore e i tirapiedi, interrogano i prigionieri e li fanno torturare flagellandoli, bastonandoli, colpendoli al basso ventre, infliggendo bruciature o esponendo i testicoli alla corrente elettrica (non mancano i casi di stupro su alcune detenute).

(more…)