Archive for the ‘legge Galasso’ Category

Maestri e Filippi unti nella lotta

20 novembre 2012

In una mail al faccendiere Colosimo, il costruttore indagato chiama a correo l’ex vicesindaco amico dei mafiosi
da Pavia, Giovanni Giovannetti

“Punta Est” e “Cascina Scova” sono iniziative del clan Maestri. Sul cantiere di “Punta Est” sotto sequestro (73 alloggi per studenti in realtà in vendita sul libero mercato immobiliare come «residenze di pregio») pende l’accusa di lottizzazione abusiva e violazione della legge Galasso; mentre al contiguo Centro benessere di “Cascina Scova” la piscina e il campo da tennis sono sostanzialmente privati eppure «aperti al pubblico», così da aggirare norme e oneri di urbanizzazione.
A cento passi da “Punta Est” e “Cascina Scova”, lungo viale Lodi si trova “Cascina Spelta”, là dove “la Cortazza” di Dario Maestri ha edificato residenze multipiano vista parco, sempre più vicine al corso d’acqua della Vernavola, eludendo nuovamente la “Galasso” (una mania). Il costruttore è ora indagato per associazione a delinquere finalizzata a truffa e corruzione dopo l’oneroso compenso di 41.140 euro (34.000 più Iva) ad Enrico Colosimo, un… diciamo consulente con entrature in Soprintendenza, “consulenza” al solito suggeritagli dall’ex vicesindaco Ettore Filippi, suo amico e sodale, come singolarmente riconosce Maestri stesso in una mail al Colosimo del 23 ottobre 2010, questa: «Facendo seguito al colloquio avuto col Dott. Filippi, con la presente le confermiamo il nostro interesse alla Sua collaborazione di assistenza sia per la pratica in corso che per le eventuali future. In riferimento al compenso richiesto per la nostra prima pratica ci permettiamo di sottolineare che ci sembra eccessivo, ma che ciò nonostante le verrà corrisposto, magari con un piccolo sconto… per le successive sarà necessario discuterne il compenso di volta in volta per trovare sicuramente un accordo. Non appena riceveremo il tutto, saremo pronti per il saldo. Cordialmente, Dario Maestri».
Non appena ricevuto il tutto? Le consulenze si pagano a prescindere dall’esito… a cosa era subordinato il saldo? Secondo gli inquirenti, l’esborso sarebbe servito ad oliare la rimozione del vincolo paesaggistico.
Inutile ricordare le altre imprese del sodalizio. Nel giugno 2012 Dario Maestri, Ettore Filippi, suo figlio Luca Filippi, il faccendiere Arturo Marazza, il funzionario comunale Vittorio Rognoni e i dirigenti comunali Francesco Grecchi e Angelo Moro hanno ricevuto un avviso di garanzia per associazione a delinquere e corruzione.

Una legge italiana

6 gennaio 2012

di Giovanni Giovannetti

Una legge italiana, che porta il nome di uno storico famoso (Giuseppe Galasso) vieta le costruzioni a meno di 150 metri dalle sponde dei corsi d’acqua iscritti nel registro delle acque pubbliche, come la Vernavola a Pavia. È La legge 431/85, in tutela delle aree di particolare interesse ambientale. Nella tavola 2.2 del Piano regolatore generale pavese (foglio 11 – “Vincoli e fasce di rispetto”) l’area sottoposta a tutela è tratteggiata con molta precisione. Come si può vedere (è quella indicata dai triangolini) la tutela si estende ben oltre via Vallone, arrivando a tagliare in due l’area di “Punta Est”, riconoscibile dal campo puntinato compreso tra Villa Flavia e Cascina Scova. Certo, fatta la legge trovato l’inganno. Ovvero quella moltitudine di autorizzazioni sistematicamente elargite ai costruttori dalle commissioni paesaggistiche comunali (dal 1° gennaio 2010 le autorizzazioni sono annullabili dalle Soprintendenze, facoltà quasi mai esercitata) che, ignorando lo spirito della “Galasso”, invece di rappresentare un’eccezione sono ormai la consolidata regola; vale a dire l’atto formale per aggirare i vincoli. Proprio come lungo il corso della Vernavola. Proprio come a “Punta Est”.

Pavia, Porta Garibaldi. Ora il cartellone pubblicitario ripreso qui sotto l’hanno coperto, ma fino all’altro ieri faceva bella mostra di sé lungo viale Cremona. Reclamizza le residenze di lusso al cantiere di Punta Est, da tempo in vendita sul libero mercato (da 2400 a 2800 euro al mq.), là dove il Prg indica servizi e alloggi per studenti universitari. “La Provincia Pavese” del 6 gennaio informa della convocazione in procura di Angelo Moro, il dirigente comunale responsabile di quell’illecita autorizzazione. In realtà la chiamata del Moro in piazza del Tribunale data ormai qualche settimana, a ben prima di Natale. Il dettaglio non è di poco conto: lì per lì il sindaco Alessandro Cattaneo detto “Pupo” si era affrettato a precisare che il ritiro «in autotutela» dell’autorizzazione comunale a edificare residenze per sciùri (21 dicembre) e la visita della Polizia giudiziaria in Comune (23 dicembre) non erano da mettere in relazione fra loro già che – disse – il sequestro del faldone su Punta Est cade «dopo, e non prima» del ritiro di quell’illecito permesso. Il sindaco sa, ma finge di non sapere che tutto questo avviene dopo, e non prima, la convocazione di Moro in Procura. Caro “Pupo”: nessun collegamento con l’inchiesta in corso?