Posts Tagged ‘Aldo Travi’

Desegreto

17 luglio 2013

Green Campus. La nota “segreta” di Travi al sindaco

Ecco finalmente desecretato il secondo “parere” inoltrato dall’avvocato prof. Aldo Travi al Comune di Pavia in merito alla lottizzazione abusiva Green Campus al Cravino: è una “nota riservata” al sindaco che l’Amministrazione Cattaneo ha finalmente deciso di rendere pubblica (a qualcosa siamo serviti…)
In linea con l’orientamento della Procura, Travi avverte che le costruzioni di Green Campus sono appartamenti e non residenze universitarie; che le residenze universitarie possibili nelle zone “F” (come appunto quell’area al Cravino) non prevedono semplici insediamenti residenziali per studenti, ma devono assolvere funzioni e servizi «d’interesse generale, e cioè con precise finalità pubbliche»; che il permesso a costruire a firma del plurindgato dirigente all’Urbanistica Angelo Moro non è conforme al Prg.
Secondo l’illustre docente di Diritto amministrativo all’Università Cattolica di Milano, «l’individuazione della categoria dei fruitori non sembra sufficiente per realizzare “attrezzature ed impianti di interesse generale”, secondo la definizione degli interventi ammessi nella zona “F” dettata dal decreto ministeriale 2 aprile 1968».
In linea col Decreto Gelmini n. 17/2011, l’interesse generale esige invece insediamenti destinati «a un “servizio” e a tale scopo non basta individuare, con formule più o meno vincolanti, le categorie dei fruitori o degli utenti, ma è essenziale disciplinare le modalità dell’accesso al servizio o all’infrastruttura. Tali modalità dovranno comprendere, per lo meno, la definizione dei criteri per la determinazione del costo di accesso al servizio (es. importo massimo dei canoni di locazione), le verifiche in merito al corretto utilizzo degli alloggi (si pensi al rischio di iscrizioni di comodo all’Università), le garanzie di un corretto adempimento degli obblighi assunti dal privato».
Quindi, tutto il contrario di quanto si è visto a Green Campus. (more…)

Taci, l’amico ti ascolta

12 luglio 2013

Green Campus. Il sindaco nasconde documenti
da Pavia, Giovanni Giovannetti

Dopo aver sottoscritto una temeraria Convenzione con la società Green Campus sulla nota lottizzazione abusiva al Cravino (l’Università aveva declinato l’invito), la Giunta Cattaneo ora secreta una parte del parere legale chiesto dal Comune all’avvocato prof. Aldo Travi. Non resta che sollecitare il sindaco a divulgarla, o la Procura pavese ad acquisirla.

Tornare da Strasburgo, dopo aver incontrato il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, e ritrovare Pavia tale e quale: sospesa tra convergenze affaristico-criminali (mafiose e no) e un sindaco ad autonomia limitata, prigioniero di chissà quali “obblighi” assunti con si sa chi: poteri forti, comitati d’affari, grandi elettori o peggio. E tanti saluti al pubblico interesse. Le mezzebarbe non provano nemmeno a salvare le apparenze e librano il loro svettante nanismo nel ratificare una Convenzione tra Comune e Green Campus, nonostante l’accusa di lottizzazione abusiva che pende su quest’ultima. Un guanto di sfida alla Procura pavese – che nei mesi scorsi aveva posto l’area sotto sequestro – proprio ora che piazza del Tribunale dichiara concluse le indagini. Sono dieci gli avvisi di garanzia inoltrati: ai dirigenti comunali Francesco Grecchi e Angelo Moro (a riprova del coinvolgimento di Palazzo Mezzabarba), nonché a cittadini “di rispetto” quali Gian Michele Calvi e signora, il faccendiere Arturo Marazza, i fratelli costruttori Alberto e Paolo Damiani, il notaio Antonio Trotta e altri ancora.
Non paghi, questi Robin Hood all’incontrario, spendono pubblici quattrini in consulenze presso accreditati studi legali, salvo poi secretarle qualora il parere risultasse sfavorevole per amici e sponsor economici.
Ad esempio, del parere richiesto dal Comune di Pavia all’avvocato professor Aldo Travi da Busto Arsizio conosciamo la Relazione del 21 gennaio 2013, ovvero prima del sequestro dell’area; secretata invece una sua più aggiornata “nota integrativa”. Forse non per caso, chi tra gli assessori l’ha potuta leggere – l’avvocata Cristina Niutta ad esempio, lei è del mestiere – si è poi resa irreperibile al momento del voto.
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