Posts Tagged ‘Asm’

Magnavano a sbafo

12 marzo 2014

Il secondo esposto di Insieme per Pavia alla Procura sulle malefatte del Cda di Asm, a firma di Walter Veltri. Alle illecite diarie a forfait si aggiungano la documentazione negata e l’uso apparentemente disinvolto della carta di credito aziendale.

Al Sig. Procuratore della Repubblica
piazza del Tribunale 1, Pavia

Il 19 ottobre 2011 il Cda di Asm deliberava di assegnare un rimborso mensile, denominato “beneficio forfettario” in sostituzione del rimborso a piè di lista, subordinato alla compilazione di un apposito “report di trasferta”: al Presidente 2.500 euro, al Vice Presidente 2.000, al Direttore generale e ai consiglieri 1.500 motivando questa decisione con l’obiettivo di evitare «aggravi amministrativi per la società che altrimenti risulterebbe tenuta alla puntuale contabilizzazione di tutte le spese anche minute».
Al Presidente dr. GianPaolo Chirichelli i rimborsi sono stati effettuati dietro presentazione della fattura. Dal mese di ottobre 2011 al mese di luglio 2013 gli sono stati corrisposti complessivamente euro 66.550 (3.025 euro al mese Iva compresa).
Dalla documentazione in mio possesso risulta che per lo stesso periodo, per l’attività aziendale, è stata utilizzata la carta di credito dell’azienda per un importo complessivo di euro 11.679,25 così suddiviso: anno 2011, euro 1.129,06; 2012, euro 5.458,97; 2013, euro 5.091,25.
Dal compenso forfettario è stata detratta la somma di euro 5.947,73. Dai riepiloghi a firma del direttore amministrativo dr. Antoniazzi risulterebbe che il Presidente abbia percepito, per il periodo ottobre 2011-luglio 2013, per benefici forfettari euro 60.603 senza giustificazioni. Lo stesso dr. Antoniazzi in data 19 settembre 2013 ha informato il Presidente che «il saldo contabile della scheda costi carta di credito Asm Pavia a Lei in uso è, ad oggi, zero». Dall’esame dei cedolini paga risulta che il direttore generale dr. Claudio Tedesi ha percepito, per il periodo ottobre 2011-agosto 2013, per benefici forfettari complessivamente euro 18.000. Per lo stesso periodo ha effettuato spese, per l’attività a favore della società, con la carta di credito aziendale per un totale di euro 32.978,85. (more…)

Asm. Le capre e i cavoli

4 marzo 2014

di Giovanni Giovannetti

In tema di ovini, in Asm rispondono che l’orto è a posto. Detto in altro modo: il Cda si autodelibera indebiti emolumenti, delibera che per Statuto era di pertinenza dell’assemblea dei soci e non del Cda, e il presidente Chirichelli replica dicendo che… le somme elargite sono in linea con quanto indicato dalla Corte dei conti. Non è così, ma di cosa stiamo parlando? qual è l’oggetto del contendere? le somme percepite o chi le ha indebitamente disposte? Si potrebbe rispondere «entrambe» poiché – lo ha ben scritto Fabrizio Merli domenica 2 marzo sul quotidiano locale – «secondo la Corte, i 2.500 euro mensili a titolo forfettario sarebbero da considerare “emolumento accessorio” del presidente». Che significa? Significa  «che la somma annua derivante, 30mila euro, va sommata al compenso annuo del presidente, di 35.789 euro. La finanziaria 2006, tuttavia, aveva stabilito che il compenso annuo del presidente della partecipata non possa superare l’80 per cento del compenso annuo del sindaco. Cattaneo, nel 2012, ha percepito 56.809 euro; Chirichelli, con questo criterio, 65.789. L’applicazione “aritmetica” di questa interpretazione porterebbe a concludere che il solo presidente abbia “sforato” di almeno 60mila euro».
Secondo Chirichelli lui, Luca Filippi e l’incarcerato Tedesi ci hanno rimesso. E bisogna fidarsi della sua parola, poiché proprio lui ha più volte negato al consigliere comunale Walter Veltri i giustificativi. Ma ammettiamo anche solo per un momento che presidente di Asm e sodali sulla congruità degli emolumenti abbiano ragione: chi ha deliberato le diarie? Le ha deliberate il Consiglio d’amministrazione di Asm (il 19 ottobre 2011 presidente e Cda dispongono “rimborsi spese” per Cda e presidente). Cosa recita lo Statuto di Asm? All’art. 1 comma “e” (“Poteri dell’assemblea”) leggiamo che l’Assemblea dei soci – e non il Cda – «determina ai sensi di legge i compensi, i rimborsi spese e le indennità di missione del Presidente, del Cda e dei Consiglieri». Punto. (more…)

Bonifiche e bonifici

8 febbraio 2014

di Giovanni Giovannetti

Mentre su via Donegani – qui ha sede Asm Pavia – si fa incombente il metallico tintinnar delle manette, nell’attesa torniamo con più agio e note su almeno uno di loro, tra i più ricchi d’Italia eppure venale, quel tale passato in un amen dal lustrar polsini d’oro a ben altri polsini o ferri. La breve storia di Claudio Tedesi da Casalpusterlengo, accreditato specialista in bonifiche e bonifici.

Il direttore generale di Asm Pavia Claudio Tedesi è 999° nella classifica degli uomini più ricchi d’Italia. Il Lodigiano è anche vicepresidente di Linea Group Holding e titolare della Globo service Spa-Studio Tedesi, società specializzata in ingegneria ambientale, ramo bonifiche. Tra i suoi molti incarichi ricorderemo la direzione dei lavori di bonifica all’ex Fibronit di Broni su mandato della Broni-Stradella Spa e dell’omonima “ex” di Bari, nel 2006.
Tedesi viene arrestato il 22 gennaio a seguito dell’indagine milanese Black Smoke (o, più eloquentemente, Nero Fumo) – coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione distrettuale antimafia – sulla bonifica dell’ex Società Italiana Serie Acetica Sintetica di Pioltello e Rodano (Sisas, settore chimico, fallita nel 2001) per un’area di 330.000 metri quadrati: Tedesi ne ha diretto i lavori. Manette anche per il funzionario del ministero dell’Ambiente Luigi Pelaggi, destinatario di mazzette per complessivi 700.000 euro, all’epoca dei fatti a capo della segreteria tecnica del ministro Stefania Prestigiacomo. Il diligente funzionario è anche coinvolto nel disastro ambientale dell’Ilva di Taranto. (more…)

Arrestato Claudio Tedesi

22 gennaio 2014

di Giovanni Giovannetti

Il direttore generale di Asm Pavia e vicepresidente di Linea Group Holding Claudio Tedesi (nonché direttore dei lavori di bonifica all’ex Fibronit di Broni) è stato arrestato il 22 gennaio a Roma a seguito dell’indagine Black Smoke – coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano – sulla bonifica dell’ex Sisas di Pioltello. Manette anche per il  funzionario del ministero dell’Ambiente Luigi Pelaggi (bustarelle per complessivi 700.000 euro), all’epoca dei fatti a capo della segreteria tecnica del ministro Stefania Prestigiacomo (Pelaggi è indagato anche a Taranto per il caso Ilva). Gli altri incarcerati sono: Francesco Colucci, presidente del gruppo Unendo Spa, l’holding responsabile della bonifica tramite la Daneco impianti; Bernardino Filipponi, amministratore unico di Daeco impianti; Fausto Melli e Luciano Capobianco, entrambi legati alla Sogesid spa. Sono accusati di corruzione e traffico dei rifiuti, ma anche di «truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in ordine alla aggiudicazione dell’appalto per l’esecuzione dei lavori di bonifica del sito ed allo smaltimento dei rifiuti in siti di proprietà, previa fraudolenta declassificazione degli stessi da pericolosi a non pericolosi, con l’ottenimento di ingiusti profitti». Insomma, derubricandoli artatamente a rifiuti speciali non pericolosi, 87 tonnellate di rifiuti nocivi come il nerofumo (contenente elevati livelli di contaminazione da mercurio) sarebbero stati poi smaltiti nelle discariche di Pogliani presso Chivasso e Mariano Comense, nonché a Nerva (Andalusia) in una discarica gestita dalla società spagnola Befesa, senza alcun trattamento, classificati con codice CER 19.13.02, ovvero “rifiuti non pericolosi provenienti da attività di bonifica” (lo smaltimento illegale di una tonnellata di nerofumo in Spagna costava a Daneco 120-125 euro; in un inceneritore tedesco per rifiuti pericolosi, 500 euro).
Tra i 38 indagati figurano Umberto Benezzoli (direttore generale dell’Arpa Regione Lombardia), Giulio Serena (direttore Arpa Brescia), Franco Picco (direttore generale Ambiente ed Energia della Regione Lombardia), Maurizio Frascarolo (funzionario della direzione generale Ambiente ed Energia della Regione Lombardia), Cinzia Secchi (direttore qualità dell’Ambiente ed Energia della Provincia di Milano), Loredana Mesumeci (direttore del dipartimento di Ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss di Roma) e Gianni Beretta, presidente della Commissione di collaudo dell’ex area Sisas.

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Al rogo!

14 gennaio 2014

Duemilasettecento famiglie pavesi non riescono più a pagare il gas? Tempo 90 giorni Linea Più lo stacca per morosità, lasciandole senza termosifoni in inverno e senza il necessario «per scaldare un bicchiere di latte o fare una pasta» poiché, avverte il presidente Carlo Alberto Conti, «noi dobbiamo produrre utile». Sarebbe utile invece cacciare a pedate chi la propone così. Di seguito riprendo il bell’articolo di Anna Ghezzi pubblicato oggi dal quotidiano locale. Da meditare. (G. G.)

Bollette non pagate. Piombati oltre 2.700 contatori del gas. Erano 1.600 nel 2012, utenti morosi in aumento del 71%. Due su cinque non pagano e il contratto viene chiuso.
di Anna Ghezzi*

Il vero freddo arriverà a fine mese. Ma anche con le temperature leggermente sopra la media di quest’inverno piovoso e atipico non è piacevole rimanere in casa senza gas per scaldare un bicchiere di latte o fare una pasta, e coi termosifoni freddi. Eppure è una situazione sempre più diffusa: in un anno le famiglie che non hanno pagato le bollette del gas e sono state oggetto di un sollecito sono cresciute del 71 per cento: nel 2011 le richieste di chiusura del contatore per morosità erano state 850 nella zona di Pavia e Pavese servita da Linea Più, l’anno scorso 1600. Quest’anno sono state più di 2700. Inoltre, se nel 2012 una famiglia su dieci decideva di rimanere senza contatore del gas e di affidarsi a stufe, bombole o elettricità, nel 2013 il 40% dei clienti oggetto di piombatura contatore per morosità, non ha raggiunto accordi di pagamento e quindi il contratto è stato poi chiuso. Per riallacciare il contatore del gas occorre saldare il debito, e in più pagare i costi di chiusura e riapertura, che sono altri 90 euro. (more…)

Rinnovare la ‘Ndrangheta

10 gennaio 2014

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Un estratto assai eloquente dai Verbali e dalle Motivazioni finali al processo milanese alla ‘Ndrangheta in Lombardia: i Filippi e quei voti chiesti – cappello in mano – al reggente carismatico della piovra lombarda. Asm Favori, azienda di controllo pubblico gestita quasi fosse loro feudo personale. “Politici” in saldo proni di fronte a mafiosi apicali, che forse ritroveremo rappresentati alle elezioni amministrative pavesi del maggio 2014. Problemi? Nessuno, poiché a Pavia la mafia «non esiste» né forse è mai esistita. 

«Il dottor Ettore Filippi è venuto qui a chiederci una mano». Lo ha riferito il capo della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri a Francesco Rocco Del Prete, affermazione poi confermata dallo stesso Neri in una dichiarazione spontanea del 5 luglio 2012 (Milano, aula bunker 2, Verbale, p. 218): «il dottor Filippi è venuto lui da me in campagna elettorale a chiedermi di dargli una mano di aiuto». Siamo alla vigilia delle elezioni amministrative 2009, che vedranno trionfare il giovane imberbe Alessandro Cattaneo detto “Pupo”, eletto a sua insaputa anche grazie ai voti della piovra calabrese.
Con “sole” 251 preferenze Rocco Del Prete (il candidato di Neri nelle liste di Rinnovare Pavia dei Filippi) è il primo dei non eletti. Come gesto riparatore e atto di buona volontà il furibondo avvocato ’ndranghetista chiede allora a Filippi le dimissioni di uno dei due eletti, in modo da lasciare lo scranno a Del Prete. Operazione politicamente impossibile. Ettore propone infine un lavoro all’Asm, poltrona che l’uomo «nella piena disponibilità di Pino Neri» lì per lì sdegnosamente rifiuta (avrebbe volentieri accettato il posto nel Cda dell’Asm, andato poi a Luca Filippi). Dopo diversi incarichi presso i Lavori pubblici comunali, nel maggio 2010 Rocco Del Prete viene infine assunto a contratto in Asm Lavori o Favori, guarda il caso presieduta da Luca Filippi, azienda di controllo pubblico nella piena disponibilità della famiglia Filippi. (more…)

Il gioco delle carte

17 dicembre 2013

Asm. L’esposto di Walter Veltri alla Procura

Il presidente Asm Giampaolo Chirichelli e il direttore generale Claudio Tedesi avrebbero lucrato anche con la carta di credito aziendale e ora provano a impedire l’accesso alle prove. È quanto emerge dall’esposto in Procura del consigliere comunale Walter Veltri (su Asm è il secondo in un mese).
Alle diarie a forfait e ai premi di cui si è parlato (e denunciato in un primo esposto alla Procura) dovremo dunque sommare quest’altro indebito esborso, denari solo in parte restituiti all’azienda (ma non erano passati al forfait per darsi «un tetto»?)
Come leggiamo nell’esposto di Veltri, dall’ottobre 2011 a oggi Chirichelli avrebbe ab/usato la carta di credito aziendale «per un importo complessivo di euro 11.679,25 così suddiviso: anno 2011, euro 1.129,06; 2012, euro 5.458,97; 2013 euro 5.091,25». Ma – ahi ahi – dal compenso forfetario risultano detratti solo 5.947,73 euro.
Quanto a Tedesi, tra l’ottobre 2011 e l’agosto 2013 avrebbe fatto uso della carta di credito aziendale per un ammontare di 32.978,85 euro a fronte di un benefit forfetario dichiarato in “soli” 18.000 euro. Tuttavia, scrive Veltri, «non avendo ottenuto la documentazione, non è possibile verificare la veridicità delle certificazioni del direttore amministrativo, così come non è possibile esaminare le pezze giustificative a supporto della somme utilizzate con le carte di credito».
Veltri annota infine che «tra i consiglieri di amministrazione l’unico ad aver percepito il beneficio forfettario è stato Luca Filippi Filippi [ettepareva…]. Gli sono stati corrisposti complessivamente euro 31.500. Dalla documentazione fornita non risulta che il consigliere abbia effettuato spese per l’attività di amministratore, per cui non si comprende a che titolo abbia percepito» rimborsi. (G. G.)

Al Sig. Procuratore della Repubblica
piazza del Tribunale 1, Pavia

In data 19 ottobre 2011 il Cda di Asm deliberava di assegnare un rimborso mensile, denominato “beneficio forfettario” in sostituzione del rimborso a piè di lista, subordinato alla compilazione di un apposito “report di trasferta”: al presidente 2.500 euro, al vice presidente 2.000, al direttore generale e ai consiglieri 1.500 motivando questa decisione con l’obiettivo di evitare «aggravi amministrativi per la società che altrimenti risulterebbe tenuta alla puntuale contabilizzazione di tutte le spese anche minute». (more…)

L’impiegato

4 novembre 2013

Carlo Alberto Conti: due stupendi stipendi (incompatibili)
da Pavia, Giovanni Giovannetti

Nella costellazione Asm orbita Lgh (acronimo di Linea Group Holding), società di cui la municipalizzata pavese detiene il 15,9 per cento in condivisione con Aem Cremona (30,9 per cento), Astem Lodi (13,2), Cogeme Rovato (30,9) e Scs Crema (9). In questo gioco delle scatole cinesi, Lgh controlla il 100 per cento di Linea Più, società a fine di lucro che, per intenderci, a noi eroga il gas metano.
Brutto e palloso cominciare così, ma vale a premessa per contestualizzare il seguito, a partire da quando (novembre 2012) Marco Bellaviti (Pdl) cede la presidenza di Linea Più al collega di partito Carlo Alberto Conti, impiegato presso l’Amministrazione provinciale.
Ma è forse più brutto trovarsi a riscontrare l’acclarata incompatibilità tra questo incarico (25.000 euro annuali) e lo stipendio di pubblico dipendente al settimo livello al quale Carlo Alberto Conti non ha voluto rinunciare, come invece impone lo Statuto degli impiegati civili dello Stato: «L’impiegato non può esercitare il commercio, l’industria, né alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società o enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all’uopo intervenuta l’autorizzazione del Ministro competente» (art. 60, Decreto del Presidente della Repubblica, 10 gennaio 1957, n. 3).
Dalla Provincia, ne siamo certi, qualcuno lo avrà pur riferito al dipendente “incompatibile”, anche perché la normativa prevede che venga prima diffidato e infine – trascorsi 15 giorni – addirittura licenziato, come «diretta conseguenza della perdita dei requisiti di indipendenza e di totale disponibilità» (Cassazione civile, sez. lav. 21 agosto 2009, n. 18608).
Caro Daniele Bosone, questo vostro dipendente l’avete “diffidato”? E cosa vi ha indotto – trascorsi 15 giorni – a non dichiararlo “decaduto”? La consueta sciatteria o c’è dell’altro?

Saluti da Pavia

29 ottobre 2013

Mi tolgo di torno

28 ottobre 2013

di Luca Filippi *

Tutto vero. Luca Filippi saluta Asm Lavori. Di seguito riportiamo il suo esilarante comunicato di congedo, scritto con la penna del padre Ettore (stessi tic lessicali… stessa ardita punteggiatura…) Poco importa, poiché ai Filippi alla frutta preme dare i numeri a pera. Vero è che nell’anno 2012 l’utile di bilancio di Asm Lavori è stato di 3.750 euro; che l’anno prima l’attivo al netto (e sottolineo “al netto”) non ha raggiunto i 50 mila euro, così come (24.937 euro) nel 2010. Vero è quanto ha scritto Luca Simeone (“La Provincia Pavese”, 10 agosto 2013): «Asm lavori può agire in un mercato “protetto”, dal momento che la quasi totalità dei lavori sono effettuati per la controllante Asm e per Linea distribuzione, del gruppo Lgh di cui fa parte anche Asm». Come sottolinea il Filippi (quale dei due, è indifferente), per la presidenza di Asm Lavori il figliuol prodigo pigliava «solo 803 euro semestrali», ma in quanto già prezzolato componente del Cda di Asm per euro 13.500 annuali, che tralascia di conteggiare. Dimentica altresì 18.000 euro annuali in illeciti rimborsi spese, 30.000 euro  in premi autodeliberati ed altri benefit. Altro che «803 euro semestrali»: in totale sono ben più di 60.000 euro annuali.
E a destar «scandalo» non è l’eccessivo ammontare del «premio di produttività che tanto scandalo ha suscitato» (come lascia intendere il Filippi nel suo commiato) ma che un tale premio al presidente di Asm Lavori Luca Filippi venga riconosciuto dal membro del Cda di Asm Filippi Luca. Un reato.
Ancora Simeone, nel suo bell’articolo del 10 agosto, ricorda che il risultato operativo lordo è un «principio assai insidioso» poiché fra l’altro non tiene conto di «ammortamenti, voci straordinarie e imposte», fondamentali per stabilire il risultato netto, che «può anche essere di segno opposto. Tant’è che le norme per il pagamento di premi fanno riferimento a eventuali utili netti». Ma non ditelo ai pubblici imbonitori intenti a vender perline ai pavesi. A quando le dimissioni di Filippi anche dal Cda di Asm? Prima o dopo che intervenga la Procura? (G. G.)

«La controllata LGH mi ha indicato come consigliere d’amministrazione della società Eco Levante che ha sede a Grottaglie (Ta); incarico che richiederà periodiche presenze in Puglia, fatto che mi ha indotto a dimettermi da Presidente di Asm Lavori, cui ho dedicato tutto il mio impegno negli ultimi tre anni, sottraendo tempo ed attenzione ai miei impegni famigliari e professionali. (more…)

Chirichelli risponde alle nostre domande

28 ottobre 2013

Asm. «È tutto ok»

Su Premiopoli in Asm per il presidente Giampaolo Chirichelli «è tutto ok» (“La Provincia Pavese”, 18 ottobre), poiché «i soci riuniti il 7 ottobre hanno ratificato la decisione» (ottobre 2013): e sta parlando delle “diarie”; i “premi” al Cda della controllata Asm Lavori già sono altra cosa: negli ultimi tre anni, Asm Lavori ha registrato un attivo di bilancio complessivo per 75.000 euro; e premi per 105.000. «È tutto ok»? Pronta la risposta di Chiricelli alle nostre domande, nessuna esclusa.

1
In base a quali norme – alternative allo Statuto (“Poteri dell’assemblea”, art. 1 comma “e”) – il Cda da Lei presieduto nell’ottobre 2011 ha deliberato ingenti diarie a forfait per Lei stesso e per gli altri componenti il Cda?

Statuto? Ma una piazza che si chiama Statuto non è a Torino?

2
L’Assemblea dei soci (e in particolare il socio di maggioranza Comune di Pavia) ne era stata informata?

Il 7 ottobre.

3
In una intervista al quotidiano locale, successiva alle nostre denunce, Lei comunica il ritorno a «regole tese a ottenere una maggiore sobrietà» come, ad esempio, «non spendere più di 60 euro per un pasto o scegliere, per i viaggi in treno o in aereo, classi più economiche»: e prima cosa facevate? Treni e aerei in prima classe? Alberghi a cinquestelle? Pasti da cento cucuzze e più? Bello stomaco…

Regole tese a ottenere una minore obesità.

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Premiopoli Asm. Ladroni a casa nostra

26 ottobre 2013

L’esposto di Insieme per Pavia alla Procura sulla Premiopoli pavese in Asm. Mentre in città molte famiglie faticano a pagare l’affitto e le utenze di gas luce e acqua (non pochi sono ormai costretti senza il gas; e per l’allacciamento o il riallacciamento si pagano centinaia di euro, per tacere dei disservizi) lorsignori, in diarie e premi, di euro ne ladrano centinaia di migliaia. Sono soldi dei pavesi. Viaggiano a sbafo su pubbliche auto di grossa cilindrata, da loro privatizzate. Pernottano in alberghi cinquestelle. Usano indebitamente la carta di credito aziendale, lavorando si e no otto ore settimanali e non giornaliere. Spendono in un solo pasto ciò che per molti è il budget della spesa settimanale. Bello stomaco.

Al procuratore della Repubblica di Pavia
Piazza del Tribunale, 1
Pavia

Dal 19 ottobre 2011 a oggi i membri del Consiglio di amministrazione di Asm (presidente, vicepresidente, consiglieri) e il direttore generale di Asm si sono raddoppiati gli emolumenti in forma di “rimborso spese” mensili. Per la precisione, il presidente Giampaolo Chirichelli si «riconosce» 2.500 euro al mese in rimborsi forfetari (30.000 euro l’anno in aggiunta a 37.170 annuali – dato 2012 – già a sua disposizione); il vicepresidente Vittorio Pesato 2.000 mensili, mentre i tre consiglieri possono confidare su 1.500 mensili a cranio (da sommare al compenso annuale di 13.500 euro). Illecito, poiché questi esborsi pertengono all’ignara Assemblea dei soci e non al Cda (nello Statuto di Asm – “Poteri dell’assemblea”, art. 1 comma “e” – leggiamo che l’Assemblea dei soci – e non il Cda – «determina ai sensi di legge i compensi, i rimborsi spese e le indennità di missione del Presidente, del Cda e dei Consiglieri»); in particolare nulla sapeva il socio di maggioranza Comune di Pavia (il sindaco Alessandro Cattaneo: «non ne so nulla, sono decisioni del Cda di Asm» – “La Provincia Pavese”, 10 agosto). Fra l’altro Chirichelli e Filippi – i due maggiori beneficianti beneficiati – sono stati eroici. Dai loro “report” si ricava che per oltre due anni hanno lavorato ogni singolo mese, luglio e agosto inclusi.
Gli altri sottoscrittori sono: Marco Bellaviti (ora assessore comunale all’Urbanistica, in Asm gli è subentrato Graziano Leonardelli), Luca Filippi, Alberto Pio Artuso (a Pesato è poi subentrato Matteo Mitsopoulos). Forfait di 1.500 euro mensili anche per il direttore generale Claudio Tedesi. (more…)

«È tutto ok»?

25 ottobre 2013

Alcune domande al Presidente di Asm Pavia Giampaolo Chirichelli
di Giovanni Giovannetti

Su Premiopoli in Asm per il presidente Chirichelli «è tutto ok» (“La Provincia Pavese”, 18 ottobre), poiché «i soci riuniti il 7 ottobre hanno ratificato la decisione» (ottobre 2013): e sta parlando delle “diarie”; i “premi” al Cda della controllata Asm Lavori già sono altra cosa: negli ultimi tre anni, Asm Lavori ha registrato un attivo di bilancio complessivo per 75.000 euro; e premi per 105.000. «È tutto ok»?

1
In base a quali norme – alternative allo Statuto (“Poteri dell’assemblea”, art. 1 comma “e”) – il Cda da Lei presieduto nell’ottobre 2011 ha deliberato ingenti diarie a forfait per Lei stesso e per gli altri componenti il Cda?

2
L’Assemblea dei soci (e in particolare il socio di maggioranza Comune di Pavia) ne era stata informata?

3
In una intervista al quotidiano locale, successiva alle nostre denunce, Lei comunica il ritorno a «regole tese a ottenere una maggiore sobrietà» come, ad esempio, «non spendere più di 60 euro per un pasto o scegliere, per i viaggi in treno o in aereo, classi più economiche»: e prima cosa facevate? Treni e aerei in prima classe? Alberghi a cinquestelle? Pasti da cento cucuzze e più? Bello stomaco…

4
Il 17 aprile 2013 il Cda di Asm al completo (il presidente Giampaolo Chirichelli, il suo vice Marco Bellaviti e i consiglieri Luca Filippi, Alberto Pio Artuso e Matteo Mitsopoulos) «all’unanimità dei presenti» delibera di concedere agli amministratori di Asm Lavori Luca Filippi, Maurizio Lazzari e Antonino Longo «un premio per il buon lavoro svolto nell’anno 2012» (un risicatissimo utile netto di esercizio di 3.750,38 euro) «pari a euro 30.000 per il presidente Filippi e 10.000 per ogni amministratore»: 13 volte l’attivo di bilancio. Ma questi riconoscimenti non dovrebbero essere contenuti entro una percentuale ragionevolmente proporzionata all’utile?

5
Nel Verbale del Cda di Asm del 17 aprile 2013, si legge che il consigliere d’amministrazione Asm Luca Filippi ha deliberato 30.000 euro quale premio di risultato al presidente di Asm Lavori… Filippi Luca. Tutto regolare?

6
Che ci faceva Luca Filippi a Roma alle tre del mattino sopra un mezzo di proprietà Asm?

7
E la questione del doppio rimborso spese? A forfait e, contemporaneamente, a piè di lista? 
C’è corrispondenza tra le fatture emesse e i mandati di pagamento? E la carta di credito aziendale? Usata solo per spese relative alla vostra attività di amministratori Asm?

8
Come mai il direttore generale Claudio Tedesi percepisce più di 10.000 euro mensili – e bonus e premi – pur rimanendo in azienda una media di 8 ore settimanali e non giornaliere?

9
Come mai fino a ieri gli assegni da Asm Lei li incassava e ora (diciamo da quando sono emerse ipotesi di reato su “diarie” e “premi”) invece ne stacca, di ritorno, ad Asm? Di quali assegni si tratta? E per cosa? Perché sente il lodevole “dovere” di restituire quattrini?

10
E come mai prima delle nostre denunce la si incontrava in azienda non più di due o tre volte al mese, mentre ora invece sembra presidiare Asm, quasi fosse Fort Apache sotto assedio?

11
Spieghi ora il senso di quel “favorino” per il campo di calcio all’oratorio Don Bosco: lavori gratuiti per 25.000 euro.

12
E come fu che la controllata Asm Lavori assunse a contratto o compensazione tale Francesco Rocco Del Prete? Era il primo dei trombati nella lista di Rinnovare Pavia, nonché indicato ai Filippi padre e figlio da tale Pino Neri, reduce da una condanna a 9 anni per narcotraffico, nuovamente condannato in primo grado a 18 anni per associazione mafiosa.

13
E poi argomenti su quella volta che l’amico (degli amici) Pietro Pilello, sodale del capo della ‘ndrangheta lombarda Pino Neri, divenne revisore dei conti in Asm.

14
Che uso è stato fatto dei proventi dalla cessione della vecchia sede Asm in Corso Carlo Alberto? (oltre 5 milioni di euro dal costruttore Rampazi, trattativa gestita da Alberto Pio Artuso, poi a giudizio per abuso d’ufficio).

15
Che se ne fa il direttore generale Tedesi (quel tale che in azienda lo si vede quando lo si vede) di una Ford Focus da 20.000 euro e di una superaccessoriata Fiat Fremont da 40.000 euro e di una Ford Max da 25.000 euro, tutte comprate da Asm nel biennio 2012-13?

16
E la storia dell’ex dipendente ora in pensione, derubricato a consulente per… i parcheggi (?) a 2.000 euro mensili?

17
Il 7 ottobre 2013, l’Assemblea dei soci, presieduta dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Pavia Marco Bellaviti, ha «ratificato» l’indebita delibera dell’ottobre 2011 sulle diarie a forfait del Cda Asm. Il Bellaviti non è lo stesso ex vicepresidente di Asm, tra i fautori dell’illecito?

«È tutto ok»? In attesa di un Suo cortese riscontro, Le inoltriamo i nostri più vivi saluti.

Asm, che storia!

23 ottobre 2013

da Pavia, Walter Veltri*

L’Asm ha una storia ultracentenaria. È stata costituita nel 1903 per gestire il trasporto pubblico urbano, l’acquedotto civico e l’erogazione del gas per Pavia. La società è da sempre considerata un fiore all’occhiello della città: per la qualità dei servizi erogati e lavorarvi, era motivo di grande prestigio. La gestione era affidata ad un consiglio di amministrazione composto dal Presidente – che percepiva circa 1.000.000 di lire al mese (500 euro) – e da cinque consiglieri a gettone di presenza. Successivamente l’amministrazione comunale ha trasferito sia la raccolta e smaltimento dei rifiuti che la depurazione delle acque. Nei decenni il controllo della proprietà (Comune di Pavia) è stato sempre costante e le direttive impartite venivano eseguite puntualmente. (more…)