Posts Tagged ‘elezioni comunali 2014’

E allora mi candido con Insieme per Pavia – 5

22 Maggio 2014

Non esistono eroi ma solo persone
di Marco Bonacossa

Una mattina di luglio del 2010 mi sono svegliato ed ho trovato l’invasor, ma non era un esercito straniero, era a Pavia, la mia città, la nostra città e aveva la divisa della mafia, dell’ndrangheta per essere precisi. Ho letto, ho seguito, ho cercato un filo di Arianna che mi facesse uscire dal labirinto di quella «montagna di merda» (cit. Peppino Impastato), fatta di amici degli amici, di mafiosi, di intercettazioni di conversazioni vomitevoli e dal fetido olezzo di criminalità organizzata e più cercavo un filo bianco più ne trovavo uno nero: quello che univa la giunta Cattaneo a certi oscuri personaggi legati alla ’ndrangheta. Ho seguito il blog di Giovanni Giovannetti per cercare di capire e a volte mi arrendevo quando cominciava a parlare di metri cubi per la costruzione di edifici, di percentuali di azioni delle società dei palazzinari, di rimandi a leggi e a regolamenti urbani. Mi arrendevo perché mi sembrava tutto così complicato, ma la scintilla della curiosità, della voglia di sapere e di capire mi portava a riaccendere di nuovo il computer, ad andare sulle pagine salvate e a rileggerle fino a comprendere, fino a non avere più dubbi, fino a chiedermi cosa potessi fare per non essere più lo spettatore di un brutto film ma lo scrittore di una nuova storia. Per questo ho scelto di candidarmi con Insieme per Pavia, per le sue battaglie, per le intimidazioni e gli attentati che ha subito, perché sono convinto che non esistono eroi nel mondo, ma soltanto persone che fanno il loro dovere fino in fondo e che odiano il colore grigio perché ne sentono il puzzo del compromesso morale e sanno distinguere bene tra un filo bianco e uno nero.
Ho deciso di candidarmi perché ho iniziato la prima elementare due mesi prima della fondazione di Forza Italia, nel novembre 1993, e se mi riguardo indietro mi sento come uno di quei «giovani di Mussolini», cresciuti nel periodo fascista ed educati dal regime. Allora c’erano le baionette, oggi le televisioni di Berlusconi. Ho deciso di candidarmi perché sto uscendo dall’università e Berlusconi c’è ancora ed un’intera generazione, la mia generazione, ha vissuto durante il suo regime politico fatto di rapporti con la criminalità organizzata e di una diffusa cultura politica ed istituzionale incentrata sull’illegalità, che dichiarava e dichiara «eroi» i mafiosi e «malati» i magistrati.
Il sindaco Cattaneo ne è indicato come l’erede politico all’interno del partito-azienda ed è per questo che mi candido, perché sono stufo di vedere Pavia come capitale dei record negativi, come centro di ricovero di mafiosi in incognito, di omissioni di responsabilità politiche celate dietro ai «non sapevo», «non era mia competenza» e alla non presenza di comportamenti punibili penalmente. Mi candido perché anche quando la mafia non c’entra nulla, ci sono stati arresti, indagini, rimborsi auto assegnati, scandali, lotte di potere e tutto è passato sottotraccia trincerandosi dietro lo scudo della maggioranza in consiglio comunale e dell’interesse di pochi contro quello dei cittadini. Mi candido perché quando chiesi ad una mia professoressa di facoltà la differenza fra i giovani del Sessantotto e quelli di oggi lei mi rispose: quelli del Sessantotto volevano governare il loro futuro, quelli di oggi ne vogliono uno. Prendiamocelo, io lo faccio qui, a partire da Pavia, con Insieme per Pavia.

Non votare gli amici dei mafiosi

22 Maggio 2014

Si batte Cattaneo votando Insieme per Pavia
di Stefania Vilardo

A Pavia il partito degli affari è trasversale ai due più grandi partiti che siedono in Consiglio Comunale.
Di contro, chi persegue i beni comuni è trasversale nell’opposizione.
Il Pd, attuale partito d’opposizione, quando ha governato ha fallito nel progettare il futuro della nostra città, lasciando molte macerie, amministrate poi con particolare “agilità” dal sindaco «più amato d’Italia».
La fine della Pavia industriale non è stata gestita, non si è lavorato per una riconversione economica, cogliendo le opportunità che un polo sanitario e universitario così importante come quello pavese potevano e possono dare. Si è lasciata la città in mano ad una sola realtà economica, quella dei costruttori: il volano dell’edilizia è virtuoso se spinto all’innovazione, se finalizzato agli interessi generali (infrastrutture), se regolato da una rigorosa pianificazione attenta alla storia e alla geografia del terreno. Fa solo danni se è usato da qualche politico clientelare.
“Insieme per Pavia” non appoggerà mai Cattaneo, quindi votarci significa rafforzare il fronte frammentato che davvero gli si oppone.
Preferire noi al Pd al primo turno è una scelta razionale contro Cattaneo, e contribuisce a consolidare il voto più serio per il Pd stesso.
Infatti Massimo De Paoli, se è vero che persegue il cambiamento del suo partito, dovrebbe augurarsi un nostro buon risultato. Sarebbe suo interesse misurarsi con un movimento che ha dimostrato di saper fare le battaglie, quelle giuste naturalmente, in modo determinato e senza sconti, e che sa dialogare, come al tavolo aperto da Antonio Ricci, precedente segretario del suo partito, a cui abbiamo partecipato per due anni; un movimento che ha buone idee frutto di competenza e conoscenza della città, delle sue debolezze e delle sue potenzialità.
Il nostro gruppo è una squadra consapevole. Abbiamo praticato una severa opposizione a Cattaneo: la nostra campagna e le nostre speranze sono tutte perché il suo risultato sia il più deludente possibile.
Per questo ci auguriamo che i voti degli elettori di centro destra fuggano dal clima di bunga bunga, di corruzione e di mafia che il tragico trio di pregiudicati Berlusconi-Dell’Utri-Previti ha instaurato per vent’anni sorridendo in TV agli italiani. E approdino a sostenere chi persegue i beni comuni.
Oggi la buona domanda ai pavesi più attaccati alle tradizioni è quella del nostro ultimo volantino: «Sei di destra? Questi non votarli. Scegli un amico e manda a casa l’amico degli amici».

E allora mi candido con Insieme per Pavia – 4

22 Maggio 2014

Voglio contribuire a una Pavia migliore
di Daniele Mario Vecchio

Dopo una vita spesa all‘insegna di un insano e lamentoso immobilismo ho sentito manifestarsi chiaramente un‘idea che già da un po’ di tempo covava sotto la cenere: è l’idea che l’atteggiamento dettato dai “non mi riguarda” e dai “non spetta a me”, farcito dai più miseri lamenti e piagnistei (sempre e comunque rivolti a un comodo “qualcun altro”) non portano a nulla nella migliore delle ipotesi, in quella peggiore portano invece a dare ampio spazio alle idee e alle volontà di quel “qualcun altro” così tanto comodamente additato.
Ho deciso di dare una mano, di uscire dal guscio per non aspettare qualche (immaginario) “salvatore” che sistemi le cose per me. Ho deciso di provare a dare voce a quell’idea e contribuire alla battaglia che quotidianamente ci chiede di impegnarci contro le cose che non vanno bene e a favore delle cose da realizzare e che ancora mancano.
Perchè Insieme per Pavia? La risposta la si può trovare sui giornali, sui volantini distribuiti, nelle interviste, negli articoli pubblicati e nelle dichiarazioni che si possono facilmente reperire in rete. E se ancora non bastasse, una risposta certa la si può trovare sul tavolo attorno al quale periodicamente ci ritroviamo per discutere – costruttivamente – dei reali problemi che affliggono Pavia ormai da tempo immemore, e delle loro possibili e concrete soluzioni. La risposta la si trova negli occhi delle persone riunite (e unite) intorno a quel tavolo, dalla passione e dalla determinazione che ne sgorga.

Io voto Insieme per Pavia

22 Maggio 2014

di Gipo Anfosso

Alle comunali voterò Stefania Vilardo e Paolo Ferloni della lista Insieme per Pavia. Non ho mai fatto esplicita e pubblica dichiarazione di voto, ma credo che in questo momento sia necessario. Penso anzitutto che sia da vincere la tentazione astensionistica. Non ‘sono’ tutti uguali, no. Voto due persone di cui non mi fido in astratto, ma mi fido per quello che hanno fatto politicamente nei 5 anni precedenti, per la loro lotta alla ‘ndrangheta, alla speculazione edilizia, a una destra affaristica. Li voglio votare anche per i prezzi che hanno pagato molti del loro gruppo. Non mi sono dimenticato l’auto di Veltri incendiata, le fiamme nella casa di Giovannetti, le croci sulla porta dello studio dell’avvocato Maurici.
Voto loro perché voglio che siano presenti in Consiglio comunale, che siano presenti in tanti come loro a dire no al malaffare, a una deriva cemetificatrice senza rispetto, senza memoria, senza futuro. Io spero che si vada al ballottaggio dove è possibile avere un candidato sindaco come De Paoli ben piazzato. Ma voglio che lui abbia dietro persone oneste, inflessibili, capaci di studiare le carte, capire e incidere nella vita politica di questa città.
Penso che tutti noi abbiamo bisogno di loro.
Li voterò e spero di convincere qualcun altro a votarli

Non votare l’amico degli amici 5

21 Maggio 2014

Valerio Gimigliano (candidato per Forza Italia)
di Giovanni Giovannetti*

* Querelato dopo aver scritto «Valerio Gimigliano, consigliere comunale. In rapporti con Neri. Secondo Chiriaco, Gimigliano deve a lui l’incarico nel Cda dell’Azienda servizi alla persona».

clicca qui «

Rapporti tra Valerio Gimigliano e Pino Neri emergono da una intercettazione del 23 giugno 2009, in cui Neri manifesta al suo “braccio politico” Antonio Dieni la delusione per la mancata elezione di Del Prete in Consiglio comunale (per inciso, fu proprio Gimigliano a presentare Dieni a Neri). Nel racconto degli investigatori, Neri «ipotizza che qualcuno li abbia venduti» e accusa Ettore Filippi. Il capo della ’Ndrangheta lombarda lo avrebbe saputo personalmente da Gimigliano, che si sarebbe presentato a Neri e Antonio Dieni per sapere chi avessero appoggiato. Alla notizia che il favorito era stato Rocco Del Prete, candidato nella lista di Rinnovare Pavia, Gimigliano avrebbe avvertito Neri e Dieni che Del Prete «lo hanno trombato; anzi, lo hanno preso in giro». A Gimigliano lo avrebbe confessato nientemeno che Luca Filippi, il figlio di Ettore. Lo si ricava da una intercettazione telefonica del 23 giugno 2009, riportata in una nota della Dia alla Direzione distrettuale antimafia. Testualmente:

Neri dice che li hanno trombati
Antonio dice che era previsto
Neri dice che ha poca fiducia, anzi spiega che lui lo aveva chiamato [ndr. Angelo Ciocca] nel pomeriggio con la scusa dell’immobile, ma questi non gli ha detto nulla; ipotizza che qualcuno li abbia venduti, dicendo che Filippi li aveva venduti con Gimigliano … perché Gimigliano oggi si è presentato chiedendo a Neri e Antonio chi avessero appoggiato; saputo che si trattava di Del Prete [ndr. Del Prete Rocco Francesco, candidato lista Rinnovare Pavia] ha detto loro che lo hanno trombato… anzi lo hanno preso in giro… queste cose Gimigliano [ndr. Gimigliano Valerio, candidato nella lista il Popolo delle Libertà Berlusconi per Cattaneo] le avrebbe apprese dal figlio Luca.

(more…)

Non votare l’amico degli amici 4

21 Maggio 2014

Antonio Bobbio Pallavicini (candidato per Forza Italia)
di Giovanni Giovannetti*

* Querelato dopo aver scritto: «Antonio Bobbio Pallavicini, assessore alla Mobilità, sorpreso nei migliori ristoranti della Locride in compagnia del capo della ’Ndrangheta lombarda Pino Neri».

clicca qui «

Prima dell’ondata di arresti, l’assessore pavese alla Mobilità Antonio Bobbio Pallavicini (in quota a “Rinnovare Pavia”, il movimento di Filippi) era solito narrare, con sempre nuovi particolari, le sue leggendarie vacanze estive 2009, ospite di Pino Neri in Calabria, in compagnia dell’indagato Antonio Dieni, di Rocco Del Prete e di Marco Stanisci della Polizia municipale di Pavia. Vacanze bellissime, tra persone assai reverenti verso il capo della ’Ndrangheta lombarda e i suoi graditi ospiti.
A questi incontri calabresi accenna Francesco Rocco Del Prete nella sua deposizione il 5 luglio 2012, al processo milanese alla ‘Ndrangheta lombarda (Verbale, pagg. 104-06). Del Prete viene interrogato dal Pubblico ministero Alessandra Dolci:

P. M. Alessandra Dolci – Senta, Lei è andato in vacanza in Calabria nel 2009, nell’agosto del 2009?
Teste Francesco Rocco Del Prete – Sì, sì.

P. M. Dolci – E dove è andato in vacanza?
Del Prete – Sono andato a Marina di Gioiosa Ionica.

P. M. Dolci – E dove ha alloggiato?
Del Prete – Allora noi avevamo trovato su internet una piccola pensione, adesso mi sfugge proprio il nome del… forse Residence Regina, una cosa del genere, pero poi quando arrivammo sul posto le camere erano molto sporche, e quindi decidemmo di cambiare hotel, e infatti eravamo arrivati nel targo pomeriggio, di fare una doccia ed andare lungo il mare a vedere se…

P. M. Dolci – Qualcuno vi ha fornito indicazioni di un altro hotel dove alloggiare?
Del Prete – Allora io chiamai Dieni per dirgli che eravamo arrivati e gli spiegai guarda…

(more…)

Non votare l’amico degli amici 3

20 Maggio 2014

Alessandro Cattaneo (candidato sindaco)
di Giovanni Giovannetti *

* Querelato dopo aver scritto «Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia, lui stesso è stato per almeno tre volte gradito ospite del capo della ’Ndrangheta lombarda “compare Pino”, accompagnato dal tradizionale nonché benaugurante “taglio della caciotta”»

clicca qui «

Queste pagine sono riprese dal Verbale dell’udienza del 5 luglio 2012 del processo alla ‘Ndrangheta lombarda. È la deposizione del sindaco pavese nell’aula bunker milanese di via san Vittore: per la prima volta, a denti molto stretti, Alessandro Cattaneo è costretto ad ammettere due incontri con il capo della ‘Ndrangheta lombarda Pino Neri, suo sodale elettorale, da poco uscito di galera. Lo interroga Roberto Rallo, avvocato di Neri. Leggiamo (pp. 163-64).

Avv. Roberto Rallo – Nell’occasione in cui era a casa di Neri c’era Del Prete e poi chi c’era? Le hanno presentato delle altre persone?
Teste Alessandro Cattaneo – Sì. Eravamo una dozzina, una quindicina di persone, c’era un architetto di Milano, che mi ricordo, perché era vicino a me, c’erano delle signore, credo che fossero la moglie del dottor Neri o adesso non mi ricordo, c’erano anche delle signore, c’era l’unica persona che ricordo era poi il dottore, dottore non è, però signor Dieni, e poi c’era il papà di Francesco Del Prete, c’era forse anche qualcun altro, in totale eravamo una dozzina.

Avv. Rallo – Di che avete parlato? Ci sono stati degli accordi?
Cattaneo – No.

Avv. Rallo – Non avete parlato di accordi, soltanto una cena elettorale senza accordi?
Cattaneo – Era una cena, buona, ricordo, l’antipasto lo apprezzai e poi andai altrove come candidato Sindaco dovevo tenermi, fu del tutto generica, generica, oddio di progettualità politica complessiva rispetto ad una esigenza di rilancio che in città era molto avvertita e che con la mia candidatura voleva esprimere un desiderio di rinnovamento e di rilancio forte, cioè, ecco, era questo un po’ il tema nelle sue valutazioni più generali. Io credo di essermi trattenuto mezzora, tre quarti d’ora forse al massimo.

Avv. Rallo – Ha incontrato in altre occasioni elettorali il signor Neri?
Cattaneo – Io ricordo che il signor Neri a volte si accompagnava Francesco Del Prete, forse ricordo una mattina che velocemente fui chiamato all’ultimo e passai in studio in Piazza della Vittoria […].

I due incontri trovano puntuale conferma nella deposizione di Francesco Rocco Del Prete (nel 2008-09 siede nel direttivo cittadino del Pd, poi col centrodestra di Cattaneo). L’ex candidato «nella piena disponibilità di Pino Neri» fa anche qualche altro nome (pagg. 71-72):

Avv. Rallo – Lei poi in campagna elettorale ha svolto delle iniziative elettorali a cui ha partecipato il signor Neri?
Teste Francesco Rocco Del Prete – Allora ad un paio di incontri, diciamo, una volta nel suo ufficio, nel suo studio, dove c’era il signor Neri, la moglie, il signor Dieni, i suoi fratelli, e venne il Sindaco per qualche… Per una decina di minuti, un piccolo aperitivo di metà mattina. E poi facemmo solo una cena a casa del signor Neri, dove appunto mi presentò questi professionisti che ho detto prima, l’architetto Abbiati, il dottor Nariman, questa ragazza Elena, c’era la moglie, la cognata, venne anche lì il Sindaco a fare, diciamo, un piccolo brindisi, qualche minuto insomma. Queste sono le occasioni in cui…

Avv. Rallo – Mi scusi, e ha partecipato anche il Sindaco e dove eravate quando ha partecipato anche il Sindaco?
Del Prete – Il Sindaco venne una volta nello studio dell’Avvocato e un’altra volta a casa dell’Avvocato Neri.

Ma di questi incontri, se ne riscontrano almeno tre: stando alla deposizione di Del Prete, la notte della vittoria il neoeletto sindaco invitò personalmente Neri ad un selezionato brindisi per onorare l’elezione (p. 81):

Avv. Rallo – La notte delle elezioni c’è stata una festa quando avete avuto la sensazione di essere tutti eletti, di avere vinto le elezioni?
Teste Francesco Rocco Del Prete – Una festa vera e propria… Cioè diciamo che io incontrai…

Avv. Rallo – In piazza?
Del Prete – Sì, in piazza, incontrai il Sindaco, il quale mi disse di andare con lui che aveva organizzato un brindisi al “Rebound”, che è un bar in piazza Vittoria e, niente, mi invitò, mi fa: «Vieni anche tu che così brindiamo assieme», visto che lui aveva vinto le elezione e io che fino a quel momento ero eletto e così andai con lui.

Avv. Rallo – E del suo gruppo chi era presente a questo incontro, del suo gruppo, dei suoi sostenitori, dei suoi amici?
Del Prete – Allora c’era Riccardo Marchesi, poi venne Carlo Faccioli con un altro mio amico, che è Antonio Signore, è un ex collega di mio nonno, e poi venne l’Avvocato Neri con… non ricordo se c’era anche la moglie dell’Avvocato o se era solo l’Avvocato.

Dunque non è vero come ho scritto che il Cattaneo «è stato per almeno tre volte gradito ospite» di “compare Pino” ma solo due, poiché alla terza è lui stesso, il sindaco «più amato d’Italia», ad ospitare il capo della ‘Ndrangheta lombarda, fresco reduce da una condanna a nove anni per narcotraffico.
Cinque mesi dopo aver brindato insieme a Cattaneo – eletto “a sua insaputa” con i voti della mafia – il 31 ottobre 2009 Pino Neri innalzerà di nuovo alto il suo calice al Circolo “Falcone e Borsellino” di Paderno Dugnano, per festeggiare la ritrovata concordia tra le Locali padane e la terra madre dopo l’omicidio di Carmelo Novella.

Le Motivazioni della sentenza Infinito tornano su questi incontri. Pag. 173:

«Come egli stesso ha orgogliosamente rivendicato nel corso delle dichiarazioni spontanee, Neri vantava in città radicati rapporti sociali di alto livello, con professionisti, imprenditori, funzionari pubblici e personaggi impegnati nel1’attività politica, ed aveva partecipato attivamente alla campagna elettorale delle consultazioni amministrative tenutesi sia nel 2009 che nel 2010, organizzando anche in prima persona eventi ai quali, ad esempio, ebbe a partecipare l’attuale sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo (cfr. testimonianza Cattaneo, ud. 5 luglio 2012)».

Il Tribunale non manca di biasimare la deposizione del sindaco Cattaneo. Pag. 288:

«decisamente scarso è stato il contributo dichiarativo di tutti i protagonisti delle vicende politico – elettorali esaminati in dibattimento: l’attuale sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, eletto nel 2009 con il sostegno della lista Rinnovare Pavia, della quale faceva parte il candidato fatto votare da Neri, non ha potuto negare di avere partecipato a due eventi organizzati in campagna elettorale proprio da Pino Neri, presso la propria abitazione e presso lo studio di piazza della Vittoria; ha anche aggiunto di avere conosciuto l’imputato in quelle occasioni e di non sapere alcunché sul suo conto».

E ancora a pag. 252:

«Comunque sia, il coinvolgimento diretto di Neri era stato molto attivo e lo aveva portato, in prima persona, ad organizzare aperitivi e cene in casa propria e presso lo studio in piazza della Vittoria, alle quali aveva partecipato anche il futuro sindaco Alessandro Cattaneo, eletto nella lista PDL con il sostegno anche di “Rinnovare Pavia” (lo ha confermato lo stesso interessato, esaminato come testimone all’udienza del 5 luglio 2012)».

Non andrà poi dimenticato che un altro condannato per fatti di mafia, il direttore sanitario dell’Asl pavese Carlo Chiriaco – qui ripreso con il futuro sindaco nel maggio 2009 – è stato tra i responsabili organizzativi della campagna elettorale di Cattaneo (clicca qui «). E dire che notoriamente il Chiriaco era reduce da una condanna in primo e secondo grado per estorsione, in concorso – fra gli altri – con quel Fortunato Valle nuovamente incarcerato il 1° luglio 2010 per associazione mafiosa, usura, estorsione e intestazione fittizia di beni, insieme ad altri 14 componenti del clan. Come leggiamo nell’Ordinanza del Tribunale di Milano, il medico odontoiatra (pag. 382) «dopo due annullamenti con rinvio da parte della Cassazione, è riuscito a lucrare un proscioglimento per prescrizione». Nel 2003 Chiriaco viene di nuovo indagato – e infine condannato nel 2007 – per concorso in esercizio abusivo della professione medica collegato ad un oscuro traffico di false lauree in medicina con la Bulgaria.
Come si è detto, nei giorni scorsi il candidato sindaco del partito di Berlusconi, Dell’Utri e Scajola alle elezioni 2014 ha querelato me e Walter Veltri, nonché ottenuto il sequestro preventivo per un volantino in cui si rivela – sai la novità – che «il sindaco di Pavia è stato per almeno tre volte gradito ospite del capo della ‘Ndrangheta lombarda “compare Pino”, accompagnato dal tradizionale nonché beneaugurante taglio della caciotta». Subito, sul suo profilo in facebook è apparso questo annuncio: «Sequestrati dalla Digos volantini diffamatori nei miei confronti di un candidato sindaco. Che diranno ora i giustizialisti di professione?? Che rispettano le decisioni e chiedono scusa, o si arrampicheranno sui vetri? Chiedo solo rispetto… E vado avanti con responsabilità la mia campagna elettorale a testa alta, altissima!». Soprassedendo sul lessico alquanto zoppicante, dal sindaco Alessandro Cattaneo pretendo pubbliche scuse e un gesto riparatore: può bastare un’ora di lavoro socialmente utile raccattando foglie in qualche allea munito di guanti e pettorina Asm. Prometto che andrò personalmente a perdonarlo.

Non votare l’amico degli amici 2

19 Maggio 2014

Luigi Greco (candidato per Forza Italia)
di Giovanni Giovannetti*

* Querelato dopo aver scritto: «Luigi Greco, già assessore ai Lavori pubblici, indicato come socio in affari e prestanome di Carlo Chiriaco».

clicca qui «

«A quello gli taglio le orecchie e gliele infilo su per il culo». Non è la voce di un macellaio alle prese con un bovino recalcitrante alla macellazione, ma il linguaggio oggettivamente mafioso attribuito all’assessore ai Lavori pubblici di Pavia Luigi Greco, sorpreso a intimorire un noto avvocato pavese. Del resto in certi ambienti i toni minacciosi sono ormai consuetudine. Lo stesso ex direttore sanitario dell’Asl pavese Carlo Antonio Chiriaco (condannato in primo grado a 13 anni per associazione mafiosa) in alcune intercettazioni riferisce a un certo “Peppino” le minacce da lui rivolte all’imprenditore edile Bruno Silvestrini, «che faticava a darmi i soldi»: «…la prossima volta che ti vengo a trovare, nella migliore delle ipotesi ti mando in ospedale, nella peggiore ti sotterro…»
Chiriaco possedeva quote in tre società occulte: la Melhouse Srl e la Carriebean International Society Srl e la Pfp Srl. Melhouse ha gestito il ristorante-griglieria La Cueva in via Brambilla a Pavia, di cui l’assessore Greco deteneva il 34 per cento mentre il residuo 66 per cento era in quota a Monica Fanelli, moglie del costruttore Rodolfo Morabito, cugino di Chiriaco e tra gli indagati nell’inchiesta antindrangheta. Secondo gli inquirenti «Greco è il titolare apparente in quanto i reali soci sono Chiriaco e Giuseppe Romeo» detto “Peppino”. Quest’ultimo è il nipote di Salvatore Pizzata, un costruttore edile della Locride, da anni residente in città. 
In una intercettazione ambientale del dicembre 2009 Chiriaco si vanta di essere stato insieme a Neri e Pizzata «il capo della ’Ndrangheta a Pavia». (more…)

Non votare l’amico degli amici 1

19 Maggio 2014

Dante Labate (candidato per Forza Italia)
di Giovanni Giovannetti*

* Querelato dopo aver scritto: «Dante Labate, consigliere comunale, in affari con l’amico Pino Neri (per Chiriaco, lui “è come un fratello”)».

clicca qui «

Così il candidato consigliere Dante Labate secondo la Direzione distrettuale antimafia (Richiesta di custodia cautelare, pp. 1714-16):

Labate Dante è stato eletto nel consiglio comunale di Pavia grazie ai voti portati da Pino Neri: Chiriaco sul punto è molto chiaro in una conversazione ambientale in data 7 novembre 2009 : «Pino Neri è incazzato con Dante perché aveva contribuito, la prima volta a farlo eleggere, poi questo qua/questi qua (chisto cane), probabilmente chiedevano cose…, pesanti… no, cioè non fattibili.»…
Del resto che i rapporti tra Pino Neri e Labate siano molto stretti emerge da una conversazione in data 24 febbraio 2010: Neri interloquiva con il consigliere comunale Labate Dante, che lo aveva chiamato sostanzialmente per ringraziarlo per la solidarietà dimostrata verso il padre («… ohhh!!! Pinuccio… mi ha detto mio padre che vi siete sentiti ieri…»), colpito dalla spiacevole vicenda dell’arresto dell’altro figlio “Massimo”, consigliere comunale presso il Comune di Reggio Calabria, arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa con ordinanza Gip Reggio Calabria in data 20 luglio 2007; in ordine a tale amministratore, richiamando qui integralmente il contenuto di quanto già asserito a suo carico da Chiriaco, e cioè che la sua elezione era stata possibile anche grazie all’aiuto fornito da Neri, appariva estremamente evidente che tra i due vi fosse una risalente amicizia, estesa a tutta la famiglia Labate, nei confronti della quale, a giudicare dalla parole di Neri, la giustizia italiana si era accanita («…perché c’è un assurdo logico e giuridico in tutti i campi… ma no… ma io me lo auguro… ed è una piena rivalutazione da un punto di vista…[ndr. politico] perché se lo merita e glielo devono tutti…tutto l’ambiente…»). (more…)

Immediata revoca del sequestro

17 Maggio 2014

L’istanza di revoca immediata del Decreto di sequestro preventivo del volantino “Vota Mafia?” rivolta al Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Pavia presentata stamane, 17 maggio, dall’avvocato Franco Maurici per conto di Giovanni Giovannetti e Walter Veltri.

Il PM e il GIP avrebbero dovuto accertare innanzitutto se il fatto menzionato nel volantino sia o non sia vero. Stupisce che entrambi non abbiano cognizione dell’indagine Infinito e dei susseguenti provvedimenti giudiziari da cui risulta al di là di ogni possibile dubbio che il Cattaneo ha incontrato almeno tre volte Pino Neri, appena reduce dalla detenzione per una condanna a 9 anni per narcotraffico: la prima volta a casa di Neri, la seconda nello studio di lui, la terza al brindisi riservato agli intimi per celebrare la vittoria alle elezioni amministrative del 2009. È un fatto notorio che successivamente Pino Neri è stato condannato dal Tribunale di Milano a 18 anni per associazione mafiosa in quanto capo-reggente della ‘Ndrangheta in Lombardia.
È lecito altresì congetturare che il Cattaneo si sia rivolto a Pino Neri, che non risiedeva a Pavia, per ottenere il sostegno elettorale degli aderenti o simpatizzanti dell’associazione criminale da lui rappresentata.
Ciò premesso in punto di fatto, non può essere proibito – almeno in uno Stato di diritto – a un giornalista e a un Consigliere comunale candidato a Sindaco di esprimere, nel corso della campagna elettorale, un giudizio negativo anche pesante su un comportamento siffatto. Comportamento che rimanda necessariamente a un soggetto preciso. È notorio che la giurisprudenza in materia di polemiche elettorali è molto liberale; addirittura, se non ricordo male, una sentenza della Suprema Corte ha assolto proprio in occasione di una controversia tra candidati, colui che aveva dato del “mafioso” a un concorrente che mafioso non era, ritenendo che il termine in campagna elettorale assumesse esclusivamente una connotazione politica.
Si noti ciò che il Cattaneo ha riferito al Tribunale di Milano: «ricordo una mattina che velocemente fui chiamato all’ultimo e passai in studio in piazza della Vittoria», e cioè nello studio di Neri. Dunque i rapporti tra i due erano tanto stretti che il Neri poteva convocare nel suo studio, ovviamente per fini elettorali, il futuro Sindaco di Pavia. (more…)

Questi no!

17 Maggio 2014

 

«L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. (more…)

Mafie Mezzebarbe? Non esiste…

16 Maggio 2014

Note a margine del sequestro preventivo di un volantino
disposto dalla locale Procura

di Giovanni Giovannetti

Al. Cattaneo detto Pupo ha querelato me e Walter Veltri per un volantino in cui si rivela – sai la novità – che «il sindaco di Pavia è stato per almeno tre volte gradito ospite del capo della ‘Ndrangheta lombarda “compare Pino”, accompagnato dal tradizionale nonché beneaugurante taglio della caciotta». Per la verità, il sindaco Cattaneo ha ragione: tutto si può dire, fuorché a lui «beneaugurante» quel taglio di caciotta.
Quanto al resto, è affermare che l’acqua è bagnata. Fra l’altro, due di questi tre incontri fra “dritti” sono stati l’argomento focale della sua deposizione ai giudici del processo alla ‘Ndrangheta lombarda, nell’aula-bunker milanese di via San Vittore il 5 luglio 2012.
Come lo stesso Cattaneo ha dichiarato (Verbale, pagg. 163-64), all’abbraccio con gli amici degli amici lui ci andò insieme al comune conoscente Francesco Rocco Del Prete, uno tra i più solerti fiancheggiatori del giovane candidato. Davanti ai giudici, per la prima volta Cattaneo ha dovuto ammettere gli incontri: a casa di Neri «eravamo una dozzina, una quindicina di persone, c’era un architetto di Milano, che mi ricordo perché era vicino a me, c’erano delle signore, credo che fossero la moglie del dottor Neri o adesso non mi ricordo, c’erano anche delle signore, c’era l’unica persona che ricordo era poi il dottore, dottore non è, però signor Dieni [Antonio Dieni, imprenditore edile e braccio politico di Neri], e poi c’era il papà di Francesco Del Prete, c’era forse anche qualcun altro». (more…)

Le qualità

12 Maggio 2014

Sul programma elettorale di Walter Veltri

da Giona nel Ticino

dal profilo facebook di “Giona nel Ticino” riprendiamo questo articolato commento al programma elettorale di Walter Veltri e Insieme per Pavia

Visione, missione, metodo. Nel programma della lista Insieme per Pavia, candidato sindaco Walter Veltri, troviamo subito tutto nelle prime pagine. Con un’avvertenza importante, se riportata in grassetto per prima: un programma sviluppato avvalendosi del lavoro condiviso con il movimento civico La Piazza e il Ponte, «nel vano tentativo di dare luogo a una lista unitaria, alternativa al centrodestra di Alessandro Cattaneo».
Una connotazione critica apre dunque la presentazione del programma. Una critica che evidentemente viene considerata grave, rivolta all’incapacità – tutta “partitica” – di offrire agli elettori una visione condivisa, in grado di proporre anche a livello locale una contrapposizione tra pochi soggetti. Ma anche un richiamo, e noi consideriamo soprattutto questo, a un metodo di lavoro, di ascolto diffuso dei bisogni cittadini, rivendicato da molti, ma che il movimento la Piazza e il Ponte ha sicuramente svolto con grande intensità in più di un anno d’azione.

Apriamo con questi rilievi perché non ci sembrano marginali: l’ascolto dei bisogni dei cittadini è fondamentale, in particolare per una lista civica che compete senza avere alle spalle il riferimento di strutture organizzate, di cui quasi tutti gli altri concorrenti si avvalgono. Inoltre, ci sembra che il richiamo a una fallita lista unitaria, caratterizzi ancora una volta il percorso di assoluta solitudine in cui Insieme per Pavia si è mossa in questi anni: nella denuncia del malaffare, della presenza di interessi opachi anche nel settore dell’urbanistica; della presenza in città della ‘ndrangheta; forse ancora di altri, nascosti circuiti; subendone per ritorno gravi intimidazioni, cui tutti abbiamo assistito.

 (more…)

E allora mi candido con Insieme per Pavia – 3

10 Maggio 2014

Credibilità
di Pierangelo Monni

Mi chiamo Pierangelo Monni, di mestiere faccio l’ingegnere elettrico, lavoro in una ditta che produce macchine utensili. Abito a Pavia da 9 anni e con il passare del tempo l’idea di partecipare attivamente alla vita politica della città è diventata in me sempre più forte, fino a trasformarsi in una vera e propria urgenza.
Per capire da dove deriva questa urgenza, vi racconto un breve aneddoto. Un po’ di tempo fa mi capitò di assistere allo spettacolo “Mafie in pentola”. Lo spettacolo parlava di Libera, l’associazione che coltiva le terre confiscate alle mafie, presentandone i prodotti. Io ero seduto verso il fondo, ma potevo comunque apprezzare la rappresentazione, ben fatta ed interessante.
Unica trascurabile nota stonata erano tre rumorosi spettatori seduti subito affianco a me. Dopo lo spettacolo, davanti ad una pizza, ebbi modo di conversare con l’attrice Tiziana Di Masi. Tra le altre cose, disse che spesso la criminalità organizzata mandava qualche picciotto a seguire le repliche. Sentendo queste parole, fu inevitabile ripensare ai tre fastidiosi vicini di posto: a come se ne fossero andati in gran fretta all’accensione delle luci, al loro fare il verso alle parole dell’attrice, al forte accento meridionale, alle facce brutte, al punto di sembrare quelle di tre caratteristi usciti da un film. Incredibile. Tre picciotti. Veri, autentici, originali, accomodati affianco a me. Ma non a Palermo, o a Caltanissetta: qui, a Pavia, nell’aula 400 dell’Università. Era il 25 Maggio del 2012.
Non stiamo parlando del commissario Cattani de “La Piovra”, lo sceneggiato televisivo. E non si tratta neanche di una notizia del telegiornale che ci riporta fatti accaduti a 1000 km di distanza. Stiamo parlando della nostra città. Dopo pochi mesi, arrivarono purtroppo a conferma altri fatti di cronaca, di cui probabilmente anche voi avrete letto sul giornale locale: il 14 e il 17 Novembre 2012 delle croci nere furono dipinte sul portone dello studio dell’avvocato Maurici; il 14 dicembre ci fu l’incendio doloso dell’auto del nostro candidato sindaco Walter Veltri; la notte tra il 30 e il 31 dicembre 2012 fu appiccato un incendio a casa di Giovanni Giovannetti, dopo che già si era verificata una effrazione durante la quale ignoti si erano limitati a staccare i quadri dalle pareti e poggiarli per terra. Quattro episodi di intimidazione rivolti a tre esponenti di Insieme per Pavia. E non di altri partiti. Tre esponenti che si sono opposti (legalmente e politicamente) a diverse operazioni immobiliari irregolari, a tutt’oggi oggetto di indagini da parte dell’autorità giudiziaria. (more…)