Posts Tagged ‘Expo 2015’

Il grande pasticcio Expo

1 aprile 2014

di Luciano Muhlbauer

L’Expo si farà, non c’è alcun dubbio. O meglio, quasi tutti faranno di tutto perché si faccia, comunque. Troppi si sono esposti, troppe risorse sono state mobilitate e troppe promesse sono state fatte nel suo nome. E quindi, non c’è scandalo attuale o futuro che tenga, indietro non si può tornare. Ma tutto il resto, cioè cosa sarà esattamente Expo e, soprattutto, cosa ci lascerà in eredità, è un problema più che mai aperto. Anzi, è il problema.
Ma iniziamo da quello che Expo sicuramente non sarà. Cioè, non sarà quella cosa presentata a suo tempo al Bie e ostentata da Formigoni, Moratti e Penati nella grottesca Victory Parade del 2008. Il progetto originario è stato ripetutamente tagliato, ridotto e modificato. Vi ricordate, tanto per fare degli esempi, delle vie d’acqua navigabili, della linea metropolitana M6 o dell’orto planetario? Ebbene, oggi non solo tante cose non ci sono più, ma anche molte delle opere connesse sopravvissute non saranno pronte per l’evento.
Colpa della crisi, dirà qualcuno. Certo, la crisi ha peggiorato la situazione, ma il percorso era viziato sin dall’inizio. Infatti, una cosa era il progetto presentato per farsi assegnare l’Expo, ma ben altra faccenda era la realtà fatta di prepotenti appetiti immobiliari e speculativi, di cui lo scontro istituzionale tra l’allora Sindaco di Milano, Letizia Moratti, e l’allora Presidente regionale, Roberto Formigoni, ambedue di centrodestra, era un fedele riflesso. Eravamo solo nel 2009, ma già allora un preoccupato “Corriere della Sera” titolava Expo, l’occasione (quasi) perduta.
Oggi e qui, quando manca soltanto un anno all’evento, Expo si presenta come un grande pasticcio. Un pasticcio pesantemente contaminato dal malaffare e dalle infiltrazioni malavitose. (more…)

Buona Expo!

1 aprile 2014

di Paolo Ferloni, Stefania Vilardo e Patrizia Zoppetti*

A un anno da Expo2015, l’assessore comunale Bobbio Pallavicini, non sembra dare risposta a una serie d’interrogativi che si sono posti i cittadini di Pavia e provincia. A suo tempo “Insieme per Pavia” aveva proposto al Sindaco un elenco di possibili iniziative da prendere in vista di Expo 2015. In mancanza di risposte, il consigliere Walter Veltri aveva presentato un’ interpellanza, la n. 87, in Consiglio Comunale il 16 dicembre 2013 con i propri dubbi. Ai quali nel merito Alessandro Cattaneo in realtà non fu in grado di dare soddisfazione, come non hanno indicato attraenti percorsi, in buona sostanza, né la Provincia, ente in procinto di essere abolito ma sempre esistente, né la Camera di Commercio che per le sue funzioni potrebbe essere il motore della partecipazione provinciale pavese a Expo Milano 2015. Si sono visti dibattiti, riunioni e convegni, questo sì.
Ma il punto dolente, che nessuno degli amministratori di solito ha osato né ama toccare, è che solo per affittare ad Expo uno stand da intitolare “Pavia” occorreva non tanto un «coordinamento tra vari enti» (parola di Bobbio Pallavicini) né dei «testimonial del nostro territorio» (come dice Iurilli), ben noti allo spettatore televisivo italiano ma poco rilevanti a livello internazionale, quanto il coraggio di stanziare una quota di 300.000 euro mensili, che per sei mesi avrebbe presentato un conto di 1.800.000 euro. Trattandosi di un’esperienza che non capita spesso, la somma, certo elevata, si sarebbe potuta mettere in preventivo. Ad esempio il molto “virtuoso” Comune di Pavia, che nel 2013 ha approvato un consuntivo 2012 con un avanzo totale di bilancio di 42 milioni e mezzo, avrebbe potuto gentilmente farsi carico dell’affitto dello stand. Gli altri enti si sarebbero potuti impegnare a riempirlo di contenuti agro-alimentari di pregio da tutta la provincia, contenuti in cui hanno competenza.
Invece ora ci si accontenterà di un ufficio al Broletto? Meglio che niente…
Come il buon Alessandro (Manzoni) fa dire a Don Abbondio nel colloquio col cardinal Federigo nel capitolo 25° del romanzo, «…il coraggio, uno non se lo può dare».
Però il coraggio di allargare le zone azzurre dei parcheggi in città, per avere con più introiti un inutile avanzo di bilancio, l’hanno avuto. Complimenti e auguri: buona Expo!

* Lista civica Insieme per Pavia

La Via d’Acqua

20 settembre 2013

Quartieri impermeabili all’insostenibile Via d’Acqua per Expo2015
di Off Topic Lab

L’aggiudicazione alla Maltauro, società vicentina a capo di un raggruppamento d’imprese, per un valore di 42 milioni di euro, dell’appalto per la realizzazione della Via d’Acqua – tratta sud (dal sito Expo al Naviglio Grande), riporta al centro delle cronache quello che, di fatto, dovrebbe essere uno dei pochi lasciti di Expo 2015. I lavori dovrebbero partire in autunno per terminare subito a ridosso del fatidico 1° maggio 2015. L’opera, che a più riprese abbiamo definito inutile e insostenibile (state certi che i costi lieviteranno sicuramente dal prezzo di aggiudicazione dell’appalto), modificherà in modo irreversibile, consumandone la superficie, i quattro parchi urbani della periferia ovest milanese (Pertini, Trenno, Bosconincittà, Cave). Quattro GeziPark nostrani, oggi vissuti da centinaia di migliaia di persone ogni anno, attaccati perché Expo deve lasciare un’eredità (e il Consorzio Villoresi deve mettere a valore l’acqua); barriere di cemento, reti, per quanto abbellite, che separeranno quello che nei fatti sarà un canale secondario stile mini scolmatore (e che perciò va messo in sicurezza) dalla città, dai quartieri, dall’armonia del paesaggio.
Prima ancora di partire, i lavori rischiano di incepparsi subito. Innanzi tutto perché anche su quest’appalto, come sui precedenti per la piastra, potrebbero addensarsi gli spettri delle indagini. Non solo ma nascosta dai media, silenziata dai clamori della propaganda pro-Expo, cresce nei quartieri della periferia milanese interessati (Baggio, Trenno, Gallaratese) l’opposizione alla Via d’Acqua. (more…)