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P.P.P.

17 aprile 2013

Presentato a Roma, alla Casa del Cinema in Largo Mastroianni  Frocio e basta, libro di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti sull’incompiuto Petrolio, sulla morte e sui possibili scenari dell’assassinio di Pier Paolo Pasolini al Lido di Ostia la notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. Con gli autori sono intervenuti Walter Veltroni, Gianni Borgna e il giornalista del “Messaggero” Claudio Marincola. Di seguito la cronaca della serata di Elena Paparelli su “Paese Sera”.

Il mistero di Pasolini 
e la miopia della cultura italiana
di Elena Paparelli

Presentato ieri il volume firmato da Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti che torna su «uno dei buchi neri della notte repubblicana», concentrandosi sulle reazioni degli intellettuali all’assassinio e sulle “fonti” di Petrolio, il romanzo incompiuto pubblicato postumo. Veltroni: «La ricerca della verità sul mistero della morte di Pasolini non l’ha chiusa la magistratura e non la deve chiudere la cultura e tutto il Paese».
Con un titolo provocatoriamente crudo, Frocio e basta (edizioni Effigie), scritto in tandem da Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti, torna sul mistero dell’omicidio di Pasolini (1975), ancora «uno dei buchi neri della notte repubblicana». E lo riaffronta da due angolature: la prima parte si concentra sulle reazioni della cultura italiana all’assassinio; la seconda tratta delle “fonti” di Petrolio, il romanzo incompiuto pubblicato postumo da Einaudi solo nel 1992.
«Una vicenda estetizzata». La morte violenta di Pasolini colpì profondamente l’immaginario collettivo. Da subito la versione dell’omicidio diffusa dai media fu quella che fosse stato «ucciso dal diciassettenne Pino Pelosi in una rissa di natura sessuale». «Furono le parole di Pino Pelosi, dei giornali, della televisione – ha ricordato ieri sera Carla Benedetti in occasione della presentazione del libro alla Casa del Cinema – che convalidarono immediatamente una versione che oggi risulta non stare in piedi. È inquietante che in un paese democratico una versione piena di lacune e contraddizioni sia potuta durare per tanti anni». Perché? (more…)