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La chiave di volta

2 giugno 2014

Considerazioni sul voto pavese
da Pavia, Luca Stefanelli

Premessa: quella che segue non è un’analisi scientifica del voto e dei flussi tra Europee e Amministrative. Si tratta solo di qualche calcolo approssimativo (e “rotondo”) incrociato a deduzioni discutibili ma non del tutto arbitrarie.
Al netto delle imprecisioni, ciò che mi interessa capire è soprattutto un dato macroscopico: il travaso di voti dal Pd alla coalizione per Cattaneo.
C’è in primo luogo un travaso interno di circa 2.400 voti (2.000 Lega, 400 Fratelli d’Italia) che si spostano su Forza Italia, Pavia per Cattaneo, e in minima parte Ncd. Ma questo interessa meno, perché non spiega i circa 4.000 voti guadagnati rispetto alle Europee; voti che ovviamente non possono provenire dall’interno. E da dove allora?
Credo si possa presumere che il travaso sia stato ancora maggiore, se calcoliamo i voti in uscita verso Niutta e Fraschini: sottratte le preferenze a Scelta europea (400), questi ammontano a circa 1.400. Quindi bisogna spiegare 5.400 preferenze.
Prima di passare al Pd, è interessante guardare cosa succede a sinistra e nel M5S. Le liste per Dagrada e Insieme per Pavia prendono assieme 1.700 voti, cioè la metà di quanto capitalizzato da Tsipras + Verdi. Il M5S passa da 5.037 a 2.110, cioè perde per strada un 40 per cento delle preferenze. Dove finiscono questi voti? Una parte, credo, in schede bianche (404) e nulle (ben 966: non credo tutte sbagliate). Mi pare abbastanza difficile che siano finiti ai liberali o a Cattaneo. Quindi mi pare sia lecito pensare che il Pd avesse in entrata almeno 1500 voti, che vanno sommati ai 2700 che Pd e liste collegate lasciano per strada (se quei voti sono entrati, altrettanti devono essere usciti oltre a quelli di cui si ha certezza): in totale 4.200.
Ossia, all’incirca, ciò che passa dalla parte della coalizione per Cattaneo. Strano? No? È sensato pensare che a Pavia ci siano circa 4.000 elettori affetti da un simile “schizoidismo” politico? Oppure è più economico ritenere che una parte del Pd ritiene di essere più vicino a Cattaneo e Poma che a Depaoli? In fondo, non è un mistero che il Depa sia stato messo lì (suo malgrado?) per prendere formalmente le distanze da una parte del partito.
Vedremo cosa succederà al ballottaggio. Nel frattempo però mi sembra interessante svolgere qualche conclusione (subordinata ovviamente al valore ipotetico delle premesse):
1) una consistente parte degli elettori di sinistra ha preferito astenersi o votare Pd piuttosto che consegnare i propri voti a Dagrada e Veltri;
2) una buona parte dei sostenitori di Grillo (40 per cento circa) ha votato M5S alle Europee, ma poi non ha voluto confermare la preferenza alla lista locale. Molti di questi voti sono andati a Depaoli, e probabilmente torneranno lì al ballottaggio. Polizzi può cercare di re-intercettarli sfidando il Pd, come mi pare abbia detto di voler fare, oppure concentrarsi sullo “zoccolo duro” e rifiutare ogni approccio;
3) ma soprattutto: c’è una parte dell’elettorato Pd, che è stata e sarà determinante, la quale si trova più a suo agio con Cattaneo e i suoi che con Depaoli. E allora mi domando: Depaoli e l’altra parte del Pd vogliono davvero vincere? E come? Con quei 4.000 voti trasversali o cercando di richiamare alle urne i cittadini estranei a quel tipo di logiche? Ce lo faccia sapere, Depaoli. Perché se vuole dar via ** c*, io di sicuro non mi scomoderò per votarlo. Facciano da soli.