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Perché mi candido con Insieme per Pavia – 1

7 Maggio 2014

di Patrizia Zoppetti

Dal gennaio 2012, io e miei vicini siamo stati esposti a valori di rumore oltre i limiti consentiti dalla legge. In via Strada Cascina Spelta – Pavia, a 15 metri dal nostro caseggiato è stato aperto un cantiere per la costruzione di 4 edifici dell’impresario Maestri.
Nessuna norma è stata rispettata, i lavori iniziavano alle sette e si protraevano anche sino alle ventidue, dal lunedì al sabato compreso e, qualche volta, anche alla domenica mattina senza nessuna interruzione.
Abbiamo chiamato i vigili, i carabinieri, la polizia, la guardia forestale, l’Asl, nessuno è intervenuto.
Finché a luglio 2012, esasperata e preoccupata per la mia salute mi sono detta: “Adesso basta! Devo risolvere questo problema e capire perché da parte degli organi istituzionali non vengo tutelata né riguardo la mia salute, né riguardo i miei diritti”.
Mi sono rivolta al Comune che, però, non è stato in grado di darmi spiegazioni e informazioni, solo grazie ad un ispettore dell’Arpa ho saputo che c’è una legge sull’inquinamento acustico che detta regole nel rispetto del cittadino e del costruttore. Norme che nessuno si è preso la responsabilità di consultare e applicare, ledendo così i diritti dei più deboli in favore dei più forti.
Finalmente, dopo aver trovato resistenza da parte del funzionario e dirigente comunale, riesco a far stabilire orari di lavoro che ci permettono perlomeno di migliorare la situazione.
Comunque, dopo questa esperienza negativa avuta in comune, i dubbi sono aumentati e ci siamo chiesti se le costruzioni fossero regolari perché sapevamo che il terreno su cui stavano lavorando faceva parte del Parco della Vernavola. Così nel settembre 2012 abbiamo costituito il comitato dei cittadini e abbiamo presentato un esposto al Comune di Pavia per avere chiarimenti in merito a:
1 – l’applicazione della legge sull’inquinamento acustico
2 – l’edificazione nel parco della Vernavola
3 – la pretesa da parte del Comune di far costruire sulla strada pubblica, la fognatura a spese dei cittadini. (more…)

Buona Expo!

1 aprile 2014

di Paolo Ferloni, Stefania Vilardo e Patrizia Zoppetti*

A un anno da Expo2015, l’assessore comunale Bobbio Pallavicini, non sembra dare risposta a una serie d’interrogativi che si sono posti i cittadini di Pavia e provincia. A suo tempo “Insieme per Pavia” aveva proposto al Sindaco un elenco di possibili iniziative da prendere in vista di Expo 2015. In mancanza di risposte, il consigliere Walter Veltri aveva presentato un’ interpellanza, la n. 87, in Consiglio Comunale il 16 dicembre 2013 con i propri dubbi. Ai quali nel merito Alessandro Cattaneo in realtà non fu in grado di dare soddisfazione, come non hanno indicato attraenti percorsi, in buona sostanza, né la Provincia, ente in procinto di essere abolito ma sempre esistente, né la Camera di Commercio che per le sue funzioni potrebbe essere il motore della partecipazione provinciale pavese a Expo Milano 2015. Si sono visti dibattiti, riunioni e convegni, questo sì.
Ma il punto dolente, che nessuno degli amministratori di solito ha osato né ama toccare, è che solo per affittare ad Expo uno stand da intitolare “Pavia” occorreva non tanto un «coordinamento tra vari enti» (parola di Bobbio Pallavicini) né dei «testimonial del nostro territorio» (come dice Iurilli), ben noti allo spettatore televisivo italiano ma poco rilevanti a livello internazionale, quanto il coraggio di stanziare una quota di 300.000 euro mensili, che per sei mesi avrebbe presentato un conto di 1.800.000 euro. Trattandosi di un’esperienza che non capita spesso, la somma, certo elevata, si sarebbe potuta mettere in preventivo. Ad esempio il molto “virtuoso” Comune di Pavia, che nel 2013 ha approvato un consuntivo 2012 con un avanzo totale di bilancio di 42 milioni e mezzo, avrebbe potuto gentilmente farsi carico dell’affitto dello stand. Gli altri enti si sarebbero potuti impegnare a riempirlo di contenuti agro-alimentari di pregio da tutta la provincia, contenuti in cui hanno competenza.
Invece ora ci si accontenterà di un ufficio al Broletto? Meglio che niente…
Come il buon Alessandro (Manzoni) fa dire a Don Abbondio nel colloquio col cardinal Federigo nel capitolo 25° del romanzo, «…il coraggio, uno non se lo può dare».
Però il coraggio di allargare le zone azzurre dei parcheggi in città, per avere con più introiti un inutile avanzo di bilancio, l’hanno avuto. Complimenti e auguri: buona Expo!

* Lista civica Insieme per Pavia

…e lui zitto

13 gennaio 2014

di Marco Bonacossa, Rosangela Torriani e Patrizia Zoppetti *

La recente notizia della copertina del “New York Times” dedicata a Pavia non per le sue bellezze ma per essere in Italia la capitale del gioco d’azzardo non ha suscitato reazioni. Silenzio non solo in città ed in particolare nella cosiddetta intellighenzia, ma sopratutto da parte del Sindaco il quale si è limitato a poche parole sconcertanti. Innanzitutto ha messo in dubbio che quanto riportato corrisponda alla realtà pur sapendo da anni ormai e da più fonti che Pavia ha il primato sia della quantità di slot-machines sia delle somme giocate per abitante. Poi si è facilmente consolato – mal comune mezzo gaudio -, dicendo che il problema riguarda tutta l’Italia: insomma per lui nessuna preoccupazione.
Per noi, il fatto che l’edizione internazionale del prestigioso NYT parli del gioco d’azzardo a Pavia non è per nulla un buon viatico in vista della prossima Expo 2015. Ma questo è solo un ultimo episodio.
Analoga indifferenza il Sindaco ha manifestato in altri casi recenti.
Il rapporto de “Il Sole 24 ore” sulla qualità della vita colloca Pavia al 66° posto della graduatoria generale, seguita da tutte le città meridionali, mentre per i furti negli appartamenti primeggia: è al terzo posto. Dal Sindaco ci si sarebbe aspettato un segnale d’allarme e l’impegno a prendere tutte le iniziative necessarie per migliorare la situazione. Invece la sua unica idea è stata di mettere in dubbio i risultati della ricerca. (more…)