Pavia Città Criminale

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Lettera aperta di Simona Coda, Pietro Pace, Paola Schintu, Mauro Vanetti e Alessandro Villari

Pavia Città Criminale è un centro del Nord Italia che ogni giorno di più assomiglia ad una cittadina del nostro Mezzogiorno; siamo caduti vittima degli stessi processi sociali ed economici.
Pavia Città Criminale è il deserto rimasto dopo che hanno chiuso le fabbriche; vi si aggirano i predoni e svettano le piramidi erette dal potere di antichi faraoni.
Pavia Città Criminale è solo terreno edificabile per speculatori; sollevi una piastrella e ci sono piccoli insetti che scappano da tutte le parti.
Pavia Città Criminale è un posto dove domina una borghesia parassitaria che vive di traffici loschi e mungendo lo Stato e gli enti locali. Ai lavoratori restano solo disoccupazione e tagli dei servizi. Ai giovani resta solo una triste città-dormitorio, intollerante e impoverita.
Nella crisi del capitalismo, per questa città il destino è il declino. Il potere politico di centrodestra e centrosinistra non sarebbe in grado, se anche lo volesse, di scardinare il sistema su cui si regge Pavia Città Criminale. D’altronde, leggendo le notizie degli ultimi anni, si può pensare che davvero voglia farlo?
Chi sa guardarsi attorno sa che non ci sono semplicemente “alcune robette da mettere a posto” in questa città; chi promette di “aggiustarla” senza fare una vera e propria rivoluzione sta promettendo di svuotare l’oceano con un cucchiaio.
Noi proponiamo la resistenza al declino. Noi proponiamo la rottura con tutto questo sistema corrotto. Noi proponiamo che Pavia Che Resiste dichiari guerra a Pavia Città Criminale.

Per fare una guerra ci vuole un fronte; e un fronte ce l’abbiamo: lo abbiamo visto in azione il 25 Aprile, era il fronte alternativo di piazza Guicciardi. Ha un forte valore simbolico che quel fronte alternativo fosse più ampio e compatto del fronte opposto, quello che raggruppava in piazza Italia tutte le istituzioni e tutti i partiti che si sono spartiti la città negli ultimi anni.
Facciamo appello a tutte le forze della sinistra in città, dai partiti comunisti alle associazioni culturali, degli immigrati e della comunità LGBT, da Insieme per Pavia dei consiglieri Ferloni e Veltri ai collettivi degli studenti, dai vecchi militanti che hanno fatto il grande Sessantotto di Pavia ai nuovi attivisti delle lotte sociali: uniamoci, parliamoci. Lasciamo perdere il Partito Democratico e il centrosinistra: sono incorreggibili; prepariamo un’alternativa vera all’attuale traballante giunta di centrodestra.
Ognuno mantenga le proprie bandiere e le proprie specificità, ma raccordiamoci. Se non siamo d’accordo, diciamocelo, ma alla luce del sole; i cittadini non ne possono più degli intrighi inconfessabili dei partiti – anche per questo scriviamo una lettera aperta senza mezze frasi. Quelli tra noi che partecipano alle elezioni, si preparino ad una coalizione di sinistra con un programma di resistenza: senz’altro il nostro partito, Rifondazione Comunista, ci sarà. Quelli tra noi che fanno politica e associazionismo in piazza e tra la gente, lo facciano secondo un progetto comune di massima: fare una rivoluzione in questa città.
Chi ci sta? Cominciamo subito.

6 Risposte to “Pavia Città Criminale”

  1. fabio aschei Says:

    ditemi cosa devo fare e io lo faccio!

  2. eadessopiagnucola Says:

    Andare a san giovannino,disotterrare qualche cadavere,costringerlo ad iscriversi a facebook e giocarci una partita di scacchi alla quale entrambi dovranno perdere per scacco reale carpiato.
    E’ la “specificità” politica che te lo chiede. Esegui!
    il tempo della vecchia politica è scaduto, basta partiti,ora vivono e mutano le SPECIFICITA’.

    PS: tra 20 anni scatta l’usucapione dei lavoratori sui bilanci pubblici de “la sinistra arcobaleno”: 1 milione 914.428 euro nel 2008, 1 milione 668.569 euro nel 2009, 1 milione 794.742 euro nel 2010 e ancora 1.730.152 euro nel 2011. L’associazione chiude il bilancio 2010 con un avanzo di 696.594 euro. Divisi per 22 virgola 961 milioni di occupati nel 2011 fanno 32,962 euro a testa (dati ISTAT). ALLEGRIA, GRAZIE AI NEOCOMPAGNI RECUPERIAMO LA TRATTENUTA SINDACALE. AVE.

  3. Mauro Vanetti Says:

    A Fabio: ti terrò aggiornato su tutti gli sviluppi!

    All’autore del secondo commento: sei stato così arguto e sottile che… non ci ho capito niente! :-)

    Ciao!

  4. Pavia che resiste, unita. | Non Mi Fermo Says:

    […] Comunista hanno pubblicato in questi giorni e dal titolo poco eufemistico: Pavia Città Criminale (qui). Come tanti altri cittadini, anche noi siamo convinti che dopo anni di […]

  5. Anonimo Says:

    dopo anni di intorpidimento per fare una “vera rivoluzione” bisognerebbe davvero far fuori qualche testa….”a mali estremi estremi rimedi” dice un proverbio, e credo che in questo caso sarebbe proprio utile. Io 30enne è da almeno 7 anni che percepisco un graduale ma inesorabile degrado di Pavia, in tutto, dalla gestione ambientale, alla gestione dei beni architettonici e culturali, ai loschi traffici di palazzo mezzabarba. sembra sempre di più una città di bigotti ipocriti all’ennesima potenza, una città morta culturalmente, buia, da atmosfera medioevale…dilaniata dagli speculatori, che si crogiola nel suo male. dio che tristezza!!! e ora quando ci torno la trovo sempre peggio…la città di nessuno si potrebbe chiamarla, un grande dormitorio dove non vi è più la minima coesione sociale.

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