Il sindaco Cattaneo e Ruby

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“rubacuori” a sua insaputa…
di Davide Tininini

Alessandro Cattaneo non si dimetterà da Palazzo Mezzabarba perché dirà che, quando ha incontrato Pino Neri durante la campagna elettorale del 2008, non poteva sapere di interloquire con un mafioso. Sul piano teorico questa sarebbe l’unica giustificazione, se fosse vera, che potrebbe sottrarre il sindaco dalla pesante accusa politica di “frequentazioni pericolose”, ma in pratica la posizione del sindaco è un po’ imbarazzante, e nemmeno una bugia ben architettata lo aiuterebbe a nascondere ciò che è impossibile nascondere. E cioè che Cattaneo non poteva ignorare i trascorsi mafiosi di Pino Neri: o meglio: Cattaneo avrebbe potuto benissimo conoscere i trascorsi mafiosi di Pino Neri; o meglio ancora: Cattaneo avrebbe avuto il dovere di conoscere i trascorsi mafiosi di Pino Neri; di più: Cattaneo conosceva perfettamente i trascorsi mafiosi di Pino Neri. Se non li conosceva vuol dire che non si documenta, che non legge, che non si chiede chi siano le persone con le quali entra in contatto, e quindi ciò induce a pensare che ci ritroviamo fra gli scranni del Mezzabarba un sindaco incauto e un tantino sprovveduto. Troppo comodo decontestualizzare gli incontri avuti con Neri e poi banalizzarli con una dichiarazione sottilmente arrogante e grossolanamente irrispettosa dell’intelligenza altrui: «Magari ho stretto la mano a qualche pregiudicato e lo faccio ancor oggi, dato che stringo almeno trecento mani al giorno…»

La matrice della dichiarazione è sempre la stessa: «se l’ho fatto non lo sapevo». Ma da che razza di luogo culturale provengono questi del partito di Berlusconi che non sanno mai nulla, che “subiscono” a loro insaputa le cose che più li avvantaggiano, che formulano bugie senza senso, e che accampano giustificazioni da scuola dell’infanzia?
Anche Cattaneo proviene culturalmente da quel popolo, detto delle libertà, dove il pagamento di una casa viene fatto all’insaputa dell’acquirente e dove l’amante minorenne del premier (attenzione agli incisi) povera e marocchina, è la nipote dell’ex presidente Mubarak, ricco ed egiziano. Nella mente di Berlusconi dunque il Marocco e l’Egitto in riferimento a Ruby sono due entità indistinte, cioè un’entità geografica sola. Nella sua crassa ignoranza, Berlusconi ha confezionato una bugia dal background culturale di un analfabeta di ritorno: Marocco ed Egitto per lui sono soltanto Africa, e quindi è possibilissimo che Karima el Mahroub sia parente con Hosni Mubarak: l’assonanza, dopo tutto, c’è. Ed è evidente.
Questa anormalità che connota un’attitudine menzognera rivoltante, si ripresenta nell’atteggiamento del sindaco Cattaneo quando, in un primo tempo, dichiara alla stampa di non aver mai presenziato agli incontri elettorali con Neri e, in un secondo tempo, confessa di avervi presenziato rettificando così la menzogna raccontata ai giornali.
La menzogna non poteva reggere all’infinito. E la strategia di Cattaneo, mutuata dal suo referente ideologico nazionale, non ha fatto altro che rivelare quanto questo giovane sindaco non si discosti poi così tanto dalla mentalità della classe politica che lui dice di voler formattare. Il sindaco di Pavia ha vuotato il sacco perché evidentemente ha più rispetto dei magistrati che dell’opinione pubblica. Ai primi, sapendo che si basano sui fatti, dice la verità; alla seconda, sapendo che è di memoria corta, racconta balle. E i fatti sono questi: : il 15 giugno 1994, le forze dell’ordine arrestano Neri che “subirà una condanna definitiva a nove anni di reclusione”; nel 2008, quattordici anni dopo, Cattaneo lo incontrerà durante la sua campagna elettorale.
E allora che motivo ci sarebbe stato di dichiarare: «io quello non l’ho mai incontrato», se l’incontro fosse stato politicamente accettabile?

Una Risposta to “Il sindaco Cattaneo e Ruby”

  1. Anonimo Says:

    Balle, tutte balle grossolane e volgari.
    Cattaneo sapeva bene che era Neri, e gli stava bene avere i suoi voti.
    Il mafioso appoggiava Cattaneo come sindaco e la lista di Ettore Filippi Filippi come lista alleata a quella del sindaco.
    Adesso Filippi ci racconta sul suo fogliaccio che quando ha scoperto chi era e cosa voleva Neri ha preso le distanze e che per questo la città lo deve persino ringraziare.
    Invece l’ex sbirro funzionario della questura di pavia chiaramente sapeva bene chi era Neri così come lo sapeva il suo sodale finto formattatore. Quando sento uno che si giustifica come hanno cercato di fare i due a me viene il vomito.

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