Asm. Le capre e i cavoli

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di Giovanni Giovannetti

In tema di ovini, in Asm rispondono che l’orto è a posto. Detto in altro modo: il Cda si autodelibera indebiti emolumenti, delibera che per Statuto era di pertinenza dell’assemblea dei soci e non del Cda, e il presidente Chirichelli replica dicendo che… le somme elargite sono in linea con quanto indicato dalla Corte dei conti. Non è così, ma di cosa stiamo parlando? qual è l’oggetto del contendere? le somme percepite o chi le ha indebitamente disposte? Si potrebbe rispondere «entrambe» poiché – lo ha ben scritto Fabrizio Merli domenica 2 marzo sul quotidiano locale – «secondo la Corte, i 2.500 euro mensili a titolo forfettario sarebbero da considerare “emolumento accessorio” del presidente». Che significa? Significa  «che la somma annua derivante, 30mila euro, va sommata al compenso annuo del presidente, di 35.789 euro. La finanziaria 2006, tuttavia, aveva stabilito che il compenso annuo del presidente della partecipata non possa superare l’80 per cento del compenso annuo del sindaco. Cattaneo, nel 2012, ha percepito 56.809 euro; Chirichelli, con questo criterio, 65.789. L’applicazione “aritmetica” di questa interpretazione porterebbe a concludere che il solo presidente abbia “sforato” di almeno 60mila euro».
Secondo Chirichelli lui, Luca Filippi e l’incarcerato Tedesi ci hanno rimesso. E bisogna fidarsi della sua parola, poiché proprio lui ha più volte negato al consigliere comunale Walter Veltri i giustificativi. Ma ammettiamo anche solo per un momento che presidente di Asm e sodali sulla congruità degli emolumenti abbiano ragione: chi ha deliberato le diarie? Le ha deliberate il Consiglio d’amministrazione di Asm (il 19 ottobre 2011 presidente e Cda dispongono “rimborsi spese” per Cda e presidente). Cosa recita lo Statuto di Asm? All’art. 1 comma “e” (“Poteri dell’assemblea”) leggiamo che l’Assemblea dei soci – e non il Cda – «determina ai sensi di legge i compensi, i rimborsi spese e le indennità di missione del Presidente, del Cda e dei Consiglieri». Punto.
In particolare nulla sapeva il socio di maggioranza Comune di Pavia (ne detiene il 95,7 per cento), come ha ammesso lo stesso sindaco Alessandro Cattaneo: «non ne so nulla, sono decisioni del Cda di Asm» (“La Provincia Pavese”, 10 agosto). E ora Pupo Cattaneo, sempre dal quotidiano locale: «è una vicenda che si sgonfia» (“La Provincia Pavese”, 4 marzo): parola di pallino sgonfiato.
Ad ogni buon conto, di seguito si ripropone il primo dei due esposti su Asm, parzialmente riepilogativo della vicenda, inoltrati da Insieme per Pavia alla Procura pavese.

* * *

Al procuratore della Repubblica di Pavia


Piazza del Tribunale, 1
Pavia

Dal 19 ottobre 2011 a oggi i membri del Consiglio di amministrazione di Asm (presidente, vicepresidente, consiglieri) e il direttore generale di Asm si sono raddoppiati gli emolumenti in forma di “rimborso spese” mensili. Per la precisione, il presidente Giampaolo Chirichelli si «riconosce» 2.500 euro al mese in rimborsi forfetari (30.000 euro l’anno in aggiunta a 37.170 annuali – dato 2012 – già a sua disposizione); il vicepresidente Vittorio Pesato 2.000 mensili, mentre i tre consiglieri possono confidare su 1.500 mensili a cranio (da sommare al compenso annuale di 13.500 euro). Illecito, poiché questi esborsi pertengono all’ignara Assemblea dei soci e non al Cda (nello Statuto di Asm – “Poteri dell’assemblea”, art. 1 comma “e” – leggiamo che l’Assemblea dei soci – e non il Cda – «determina ai sensi di legge i compensi, i rimborsi spese e le indennità di missione del Presidente, del Cda e dei Consiglieri»); in particolare nulla sapeva il socio di maggioranza Comune di Pavia (il sindaco Alessandro Cattaneo: «non ne so nulla, sono decisioni del Cda di Asm» – “La Provincia Pavese”, 10 agosto). Fra l’altro Chirichelli e Filippi – i due maggiori beneficianti beneficiati – sono stati eroici. Dai loro “report” si ricava che per oltre due anni hanno lavorato ogni singolo mese, luglio e agosto inclusi.
Gli altri sottoscrittori sono: Marco Bellaviti (ora assessore comunale all’Urbanistica, in Asm gli è subentrato Graziano Leonardelli), Luca Filippi, Alberto Pio Artuso (a Pesato è poi subentrato Matteo Mitsopoulos). Forfait di 1.500 euro mensili anche per il direttore generale Claudio Tedesi.
Il documento: «Verbale della riunione del 19 ottobre 2011. Ordine del giorno […] punto 5. Proposta di rimborso spese per Amministratori e Dirigenti. Determinazioni inerenti e conseguenti. Sono presenti i signori: Giampaolo Chirichelli presidente; Vittorio Pesato vice Presidente (entra alle ore 18.15 per la trattazione del punto 5) [per l’appunto i rimborsi]; Marco Bellaviti, Luca Maria Filippi Filippi, Alberto Artuso consiglieri. Sono altresì presenti Roberto Ricotti, presidente Collegio Sindacale. […] Sul punto – leggiamo nel Verbale – si apre una esauriente discussione al termine della quale il Consiglio di Amministrazione, con l’astensione di volta in volta del soggetto direttamente interessato, delibera di riconoscere ad ogni membro del Consiglio di Amministrazione ed al direttore Generale un rimborso spese forfettario a fronte delle missioni e trasferte effettuate nell’esercizio delle relative funzioni. Di determinare la quantificazione del rimborso spese in: euro 2500/mese per il Presidente del Consiglio di Amministrazione [Chirichelli]; euro 2000/mese per il Vice Presidente del Consiglio di amministrazione [Pesato]; euro 1500/mese per ciascun consigliere [Bellaviti, Filippi e Artuso]; Euro 1500/mese per il Direttore Generale [Tedesi]». Eccetera).
La delibera non prevede “pezze giustificative” ma la semplice sottoscrizione di un “report di trasferta”. Sono a parte altri benefit quali telefono… autoblu… benzina… 
E tutto questo vale per i sei della “cupola”. Quanto agli altri, come si legge, possono scegliere tra un «rimborso spese tradizionale» (la canonica “nota spese” con i giustificativi) e un sobrio nonché costante diritto al «rimborso forfettario nella misura del 40 per cento di quanto stabilito per il direttore generale», ovvero 600 euro. Quattrini, a quanto sembra, elargiti a più d’uno. Ad esempio, al presidente Chirichelli risultano onorati forfetariamente 7.500 euro da ottobre a dicembre 2011, 30.000 nel 2012 (in 12 comode mensilità) e 15.000 nel primo semestre 2013: in meno di due anni l’onorato presidente si è “rimborsato” 52.500 euro. E sono pubblici denari (il Comune ha in quota il 95,7 per cento di Asm). Sempre ad esempio, nello stesso arco di tempo al consigliere Luca Filippi sono stati versati 31.500 euro.
Qualcosa di simile pare emergere ora, dopo l’approvazione il 20 aprile 2013 del bilancio consuntivo 2012 di Asm Lavori presieduta da Luca Filippi, società controllata al 100 per cento da Asm: in questo caso, nella sua veste di membro del Cda di Asm Luca Filippi ha dato mandato a Chirichelli di assegnare un premio per 30.000 euro all’onorato presidente di Asm Lavori… Filippi Luca.
17 aprile 2013. Come si può leggere nel Verbale, il Consiglio di Amministrazione di Asm al completo (il presidente Giampaolo Chirichelli, il suo vice Marco Bellaviti e i consiglieri Luca Filippi, Alberto Pio Artuso e Matteo Mitsopoulos) «all’unanimità dei presenti» delibera di concedere agli amministratori di Asm Lavori Luca Filippi, Maurizio Lazzari e Antonino Longo «un premio per il buon lavoro svolto nell’anno 2012» (un risicatissimo utile netto di esercizio di 3.750,38 euro) «pari a euro 30.000 per il presidente Filippi e 10.000 per ogni amministratore»: 13 volte l’attivo di bilancio. Ma questi riconoscimenti non dovrebbero essere contenuti entro una percentuale ragionevolmente proporzionata all’utile, come imporrebbero le norme? Poco più di un dettaglio, a fronte del consigliere d’amministrazione Asm Luca Filippi sorpreso nel deliberare 30.000 cucuzze quale premio di risultato al presidente di Asm Lavori… Filippi Luca.
20 aprile 2013. Il Consiglio di amministrazione di Asm Lavori presieduto da Luca Filippi, «dopo un breve dibattito nel quale il Presidente e i Consiglieri ringraziano» il socio unico Asm per il riconoscimento, dopo i sentiti complimenti e cortesie «l’assemblea, all’unanimità» delibera «di riconoscere quale premio di risultato un compenso di complessivi euro 50.000 lordi al Consiglio» (e nel Verbale dell’assemblea, come leggiamo, i presenti negano «situazioni di esclusione dal diritto di voto». Insomma, mentono sapendo di mentire).
Già sul quantum ci sarebbe più che da sindacare. Ma – colpo di scena – come pare evidente il Filippi non ha inteso salvare nemmeno le apparenze, non assentandosi al momento di approvare l’ordine del giorno quando il 17 aprile 2013 il Cda di Asm sempre all’unanimità ha dato mandato a Chirichelli (o al direttore generale Tedesi in subordine) di ratificare il premio da 50.000 euro ai vertici di Asm lavori. Insomma, l’onorato presidente Filippi (13.500 euro annuali + 18.000 euro in rimborsi spese + 30.000 euro in “premio” + benefit), personaggio al tempo stesso beneficiante/beneficiato nonché interessato mandante dell’“erogatore” Chirichelli (37.000 euro annuali + 30.000 autoelargiti in rimborsi spese + benefit), sarebbe caduto in palese conflitto di interessi, commettendo un reato perseguibile penalmente (fra l’altro, come ha recentemente scritto Ferdinando Imposimato, il conflitto di interessi è «il principale strumento di corruzione diffuso in Italia»: sia chiaro, non è il caso di Filippi poiché, a Pavia, la corruzione non esiste).
A fronte della voracità di questo apparato dirigente, qua fuori si perde il conto delle famiglie alla canna del gas. Niente paura, su Premiopoli in Asm per il presidente Chirichelli «è tutto ok» (“La Provincia Pavese”, 18 ottobre), poiché «i soci riuniti il 7 ottobre hanno ratificato la decisione» (ottobre 2013, e sta parlando delle “diarie”; i “premi” al Cda della controllata Asm Lavori già sono altra cosa). Dunque il presidente ammette: dall’ottobre 2011 all’ottobre 2013, per due anni i componenti del Cda Asm, alla chetichella si sono indebitamente attribuiti rimborsi spese forfetari per decine di migliaia di euro annuali in pubblico denaro (poiché, lo si è detto, la decisione spettava all’ignara assemblea dei soci, e non al Cda), in particolare all’insaputa del socio di maggioranza Comune di Pavia, tanto che solo il 7 ottobre 2013 – pochi giorni fa – l’assemblea dei soci, a dar retta all’onorato presidente Asm, avrebbe «ratificato tutto il nostro operato precedente», approvando altresì un altrettanto postumo “codice etico” «che regolamenta i rimborsi dopo l’esperienza dei pagamenti a forfait»: insomma, in Asm si torna a diarie con giustificativi a piè di lista e a «regole tese a ottenere una maggiore sobrietà» come, ad esempio, «non spendere più di 60 euro per un pasto o scegliere, per i viaggi in treno o in aereo, classi più economiche» (e prima cosa facevano?)
Ma torniamo alla «ratifica» “riparatrice” (nelle intenzioni), due anni dopo l’illecito: da chi è stata presieduta l’assemblea dei soci il 7 ottobre scorso? Toh, dall’assessore all’Urbanistica Marco Bellaviti, l’ex vicepresidente di Asm tra i fautori dell’illecito. E dire che la delega ai rapporti con Asm non sta nel suo paniere, ma nelle mani di Fabrizio Fracassi.
Concludendo: negli ultimi tre anni, Asm Lavori ha registrato un attivo di bilancio complessivo per 75.000 euro; e premi per 105.000.
I sottoscritti […] dichiarano di intervenire nelle eventuali indagini preliminari in qualità di cittadini elettori del Comune di Pavia, in sostituzione dell’Ente, riservandosi di costituirsi parte civile sempre in sostituzione del Comune in caso di rinvio a giudizio degli eventuali responsabili di reato. Allo scopo, si allegano i certificati di iscrizione nelle liste elettorali. […]

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