Archive for the ‘Green Campus’ Category

Dissequestro

15 ottobre 2013

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Il Tribunale del riesame ha accolto la richiesta di dissequestro per buona parte degli appartamenti di Green Campus. I giudici Luigi Riganti, Michela Fenucci e Pietro Balduzzi hanno considerato valida la tardiva Convenzione del 9 luglio tra Comune e proprietà, sottoscritta a reato ormai avvenuto e subito sospesa “in autotutela” dal sindaco Cattaneo. È lo stesso ricorso respinto ad agosto dal Giudice per le indagini preliminari Anna Maria Oddone che, a buon diritto, aveva ritenuto la Convenzione «insufficiente a sanare un abuso già commesso».
Nelle 13 pagine dell’Ordinanza, ai giudici del Riesame non preme attardarsi sulla lottizzazione abusiva (come ha rimarcato il Gip Oddone, è la vera questione), bensì sostanziare il tardivo punto di vista di proprietà e Comune, dando per buona la Convenzione-sanatoria, così da offrire ai rispettabili proprietari una via d’uscita nonostante i gravi reati commessi.
Convenzione-sanatoria che peraltro verte sul “parere” offerto a proprietà e Comune dall’avv. prof. Guido Greco. Secondo lui, «anche la giurisprudenza penale non esclude interventi amministrativi successivi, tenuti ad operare una sanatoria dell’attività amministrativa in ipotesi illegittima», così come il Greco legge nelle sentenze di Cassazione n. 1966-5 dicembre 2001 e 23154-18 maggio 2006 da lui indicate: «la sanzione amministrativa della confisca, che il giudice penale deve necessariamente disporre ex art. 19, va comunque coordinata con il potere di governo del territorio che compete istituzionalmente all’autorità amministrativa comunale. Sicché, quando questa autorità, nell’esercizio legittimo del suo potere, deliberi di autorizzare ex post la lottizzazione o comunque di variare il piano territoriale con recupero urbanistico dell’area abusivamente lottizzata, la confisca giudiziaria non può essere disposta, o se disposta deve essere revocata, giacché il potere giurisdizionale non può sottrarre alla P. A. l’esercizio del potere legislativamente attribuitole, attraverso provvedimenti incompatibili con il legittimo esercizio di quel potere». (more…)

Green Campus: «Dissequestro? No, grazie»

9 agosto 2013

«Non si sanano opere realizzate in contrasto con il Piano regolatore». Parole a monito del giudice Anna Maria Oddone, riprese dalle Motivazioni con cui il Gip pavese ha negato il dissequestro della lottizzazione abusiva di Green Campus. Secondo Oddone (e come noi sosteniamo da tempo) la convenzione-sanatoria tra il Comune di Pavia e lottizzatori – a firma degli indagati Francesco Grecchi e Alberto Damiani – è stata sottoscritta «dopo l’avvio di lavori che configurano una lottizzazione abusiva».
«Pare che la pubblica amministrazione – scrive Oddone – abbia sottoscritto un atto» che sembra anticipare «un mutamento di destinazione dell’area». Ma, soprattutto – aggiunge il giudice – il Comune, con la convenzione, avrebbe di fatto approvato «l’impiego residenziale dell’area che il costruttore ha mostrato di perseguire sin dall’inizio». Lo leggiamo nell’articolo di Maria Fiore sulla “Provincia Pavese” di stamane, venerdì 9 agosto 2013; così come noi avevamo scritto più volte, la più recente circa un mese fa. (G.G.)

Confisca

28 luglio 2013

Confiscare Green Campus: uno spartiacque nella politica comunale
da Pavia, Paolo Ferloni e Mauro Vanetti

Sabato mattina siamo andati in tribunale con l’avvocato Franco Maurici per depositare un atto di intervento nel procedimento penale relativo al caso Green Campus. Chiediamo di partecipare al processo come parte civile in surroga del Comune di Pavia che si rifiuta di difendere gli interessi della maggioranza dei suoi cittadini, preferendo invece schierarsi dalla parte degli speculatori. Questo fa il paio con la linea seguita dall’assessore comunale ai Servizi sociali Assanelli e dalla Giunta di fronte alla protesta degli sfrattati: indifferenza ai problemi sociali, ricorso alla forza poliziesca, vicinanza solo agli interessi dei proprietari immobiliari.
Con questa azione legale chiediamo ufficialmente ciò che abbiamo rivendicato nei volantinaggi, nelle manifestazioni, in parecchi nostri interventi pubblici: la confisca dei condominii della lottizazione abusiva di attualmente sequestrati. Questo permetterebbe al Comune di entrare in possesso di 300 appartamenti nuovi, che in piena emergenza sfratti potrebbero essere utilizzati per coprire una parte importante delle esigenze abitative sia degli studenti universitari fuori sede in maggiore difficoltà sia di quelle famiglie che a causa della crisi non riescono a trovare spazio nella pessima offerta di edilizia popolare messa in campo da ERP e ALER.
Confiscare significa stabilire un principio di giustizia: significa espropriare chi ha tentato a sua volta di espropriare la collettività del suo diritto a decidere su che linee far sviluppare la città, significa restituire al popolo una parte di quanto la grande proprietà immobiliare parassitaria ogni giorno sottrae al benessere e alla serenità della maggioranza dei pavesi. Per noi significa dire chiaramente da che parte stiamo: dalla parte della povera gente, dei lavoratori, dei disoccupati, degli anziani con la pensione minima, degli immigrati senza diritti, dei giovani dalla vita precaria e dal futuro incerto.
Ci chiediamo retoricamente: come mai né il Pd, né il M5s, né tanti altri che a chiacchiere affermano l’esigenza di una politica nuova in città, hanno mosso un dito in favore di questa nostra iniziativa, che pure era stata ampiamente pubblicizzata? Come mai ancora una volta siamo solo noi “oltranzisti”, noi che marciamo “in direzione ostinata e contraria” a preoccuparci affinché la città entri in possesso di centinaia e centinaia di appartamenti? Forse gli altri erano solo un po’ distratti? E allora perché non indicano a chiare lettere sui loro programmi elettorali per le elezioni 2014 cosa vogliono fare di Green Campus e di Punta Est? Vogliamo dare quelle case al popolo oppure no?
Per noi è su un tema come questo che si misura l’effettiva volontà di cambiare le cose in questa città. Chi si rifiuta di dichiarare che i condominii di Green Campus vadano confiscati al più presto, cercando soluzioni che salvino gli interessi del costruttore, è complice nei fatti del declino di Pavia e vuole tenere una porta aperta alla collaborazione con quei poteri forti più o meno oscuri che dettano il buono e il cattivo tempo nell’urbanistica comunale.

Il Comune siamo noi

23 luglio 2013

Green Campus. Cittadini parte civile
Lorenzo Blone intervista l’avvocato Franco Maurici

Invece di pretendere il dovuto per i danni procurati al Comune, sindaco e assessori hanno provato a “sanare” la lottizzazione abusiva di Green Campus, citando peraltro – come afferma l’avvocato Maurici – «due sbadate sentenze di Cassazione» ormai inapplicabili. In sostituzione del Comune inadempiente, alcuni cittadini hanno allora deciso un’ “azione popolare” (prevista dal nostro Ordinamento), intervenendo così nel procedimento penale.

Nuovamente minacciano

21 luglio 2013

Azione popolare nel procedimento penale di Green Campus
da Pavia, Giovanni Giovannetti

Green Campus srl ha diffuso un comunicato, grondante minacce nei confronti «di istituzioni e persone che hanno agito e stanno agendo a suo danno», questo:

«Nei prossimi giorni gli avvocati di Green Campus presenteranno alla Procura della Repubblica la richiesta di dissequestro degli immobili. Tale richiesta è motivata da un dato inconfutabile: la stipula della convenzione con il Comune garantisce fuori da ogni dubbio la destinazione degli immobili all’uso degli studenti: ben 4 ordinanze del Tribunale del Riesame si sono pronunciate in questo senso. In termini molto semplici, la convenzione vanifica ogni possibile pericolo di destinazioni improprie degli immobili e fa venir meno il presupposto essenziale per il sequestro. Se questo fosse ancora mantenuto sarebbe illegittimo. Dal Comune si è diffusa un’indicazione di volontà di sospendere la convenzione. Ciò sarebbe semplicemente sconcertante e gravido di conseguenze perché l’ente pubblico non può svincolarsi arbitrariamente da un contratto stipulato a seguito di precise delibere e con atti notarili debitamente sottoscritti, e non può svincolarsi innanzitutto perché la convenzione è atto che rafforza la situazione nella sua legittimità. Non si comprende davvero a quali logiche e improprie preoccupazioni il Comune obbedisca. Il Comune non è sciolto dalle leggi: ieri, se ha emesso un permesso di costruire ora inopinatamente contestato come illegittimo a favore di un soggetto diverso da Green Campus; né oggi, cercando di mettersi dalla parte del “forte” e subendone tutte le pressioni, con aggravamento delle sue responsabilità, a cui non potrà non essere chiamato a rispondere in ogni sede e ogni veste istituzionale e personale. In questa vicenda, alimentata dai peggiori mestatori della speculazione in danno anzitutto della popolazione studentesca, Green Campus è la vera vittima: confida fondatamente che la Magistratura lo riconosca. Green Campus si riserva ogni azione legale a propria tutela nei confronti di istituzioni e persone che hanno agito e stanno agendo a suo danno».

Brandendo la Convenzione con il Comune (sottoscritta da due tra gli indagati, è inapplicabile poiché non può bonificare l’avvenuta trasformazione da residenze universitarie a civili), non paghi nuovamente minacciano, col rischio di veder incorrere la pubblica amministrazione in altri errori.
In risposta, noi cittadini elettori interverremo nel procedimento penale in sostituzione del Comune inerte, un’“azione popolare” volta a tutelare gli interessi della collettività.
Del resto, la “minaccia preventiva” non è nuova in questa vicenda: ricordiamo – eccome – il telegramma dell’avvocata Maria Angela Ghezzi, già consigliere comunale del Partito democratico, in nome e per conto di Green Campus: secondo lorsignori, denunciare illeciti citando atti pubblici equivarrebbe a «diffondere notizie palesemente false» nonché «inveritiere»; leggete: «A nome e per conto di Green Campus srl in relazione all’intervento intitolato “La grande truffa Green Campus al Cravino” del 27 gennaio 2012 reiterato a pagina 9 del settimanale “Il Lunedì” del 30 gennaio 2012 da lei pubblicato sul sito Direfarebaciare http:sconfinamento.wordpress.com nonché alle dichiarazioni rilasciate e trasmesse in data odierna su Telepaviaweb, rilevatone la portata gravemente diffamatoria in quanto diretti tutti a diffondere notizie palesemente false alterando volutamente il contenuto giuridico di atti amministrativi con l’effetto di creare allarme e confusione nel mercato le addebito fin da ora i danni patrimoniali e non avuti e subendi dalla mia cliente. Pertanto la diffido formalmente dal divulgare ulteriori notizie inveritiere. L’avverto che si procederà giudizialmente nei suoi confronti sia in sede penale che civile. Distinti saluti. Avv. Maria Angela Ghezzi» (30 gennaio 2012).
Una diffida gravemente minacciosa. La mattina dopo abbiamo a loro risposto: consegnando ogni documento alla Procura. Sappiamo come è andata a finire: sequestro dell’area, indagate dieci persone; e tra loro i firmatari della Convenzione: il dirigente comunale plurindagato Francesco Grecchi e il presidente del Cda di Green Campus Alberto Damiani. Come dire che se la contano e se la cantano. A rivederci in Tribunale.

[Cronistoria di tutto il business Green Campus]

Desegreto

17 luglio 2013

Green Campus. La nota “segreta” di Travi al sindaco

Ecco finalmente desecretato il secondo “parere” inoltrato dall’avvocato prof. Aldo Travi al Comune di Pavia in merito alla lottizzazione abusiva Green Campus al Cravino: è una “nota riservata” al sindaco che l’Amministrazione Cattaneo ha finalmente deciso di rendere pubblica (a qualcosa siamo serviti…)
In linea con l’orientamento della Procura, Travi avverte che le costruzioni di Green Campus sono appartamenti e non residenze universitarie; che le residenze universitarie possibili nelle zone “F” (come appunto quell’area al Cravino) non prevedono semplici insediamenti residenziali per studenti, ma devono assolvere funzioni e servizi «d’interesse generale, e cioè con precise finalità pubbliche»; che il permesso a costruire a firma del plurindgato dirigente all’Urbanistica Angelo Moro non è conforme al Prg.
Secondo l’illustre docente di Diritto amministrativo all’Università Cattolica di Milano, «l’individuazione della categoria dei fruitori non sembra sufficiente per realizzare “attrezzature ed impianti di interesse generale”, secondo la definizione degli interventi ammessi nella zona “F” dettata dal decreto ministeriale 2 aprile 1968».
In linea col Decreto Gelmini n. 17/2011, l’interesse generale esige invece insediamenti destinati «a un “servizio” e a tale scopo non basta individuare, con formule più o meno vincolanti, le categorie dei fruitori o degli utenti, ma è essenziale disciplinare le modalità dell’accesso al servizio o all’infrastruttura. Tali modalità dovranno comprendere, per lo meno, la definizione dei criteri per la determinazione del costo di accesso al servizio (es. importo massimo dei canoni di locazione), le verifiche in merito al corretto utilizzo degli alloggi (si pensi al rischio di iscrizioni di comodo all’Università), le garanzie di un corretto adempimento degli obblighi assunti dal privato».
Quindi, tutto il contrario di quanto si è visto a Green Campus. (more…)

Taci, l’amico ti ascolta

12 luglio 2013

Green Campus. Il sindaco nasconde documenti
da Pavia, Giovanni Giovannetti

Dopo aver sottoscritto una temeraria Convenzione con la società Green Campus sulla nota lottizzazione abusiva al Cravino (l’Università aveva declinato l’invito), la Giunta Cattaneo ora secreta una parte del parere legale chiesto dal Comune all’avvocato prof. Aldo Travi. Non resta che sollecitare il sindaco a divulgarla, o la Procura pavese ad acquisirla.

Tornare da Strasburgo, dopo aver incontrato il presidente del parlamento europeo Martin Schulz, e ritrovare Pavia tale e quale: sospesa tra convergenze affaristico-criminali (mafiose e no) e un sindaco ad autonomia limitata, prigioniero di chissà quali “obblighi” assunti con si sa chi: poteri forti, comitati d’affari, grandi elettori o peggio. E tanti saluti al pubblico interesse. Le mezzebarbe non provano nemmeno a salvare le apparenze e librano il loro svettante nanismo nel ratificare una Convenzione tra Comune e Green Campus, nonostante l’accusa di lottizzazione abusiva che pende su quest’ultima. Un guanto di sfida alla Procura pavese – che nei mesi scorsi aveva posto l’area sotto sequestro – proprio ora che piazza del Tribunale dichiara concluse le indagini. Sono dieci gli avvisi di garanzia inoltrati: ai dirigenti comunali Francesco Grecchi e Angelo Moro (a riprova del coinvolgimento di Palazzo Mezzabarba), nonché a cittadini “di rispetto” quali Gian Michele Calvi e signora, il faccendiere Arturo Marazza, i fratelli costruttori Alberto e Paolo Damiani, il notaio Antonio Trotta e altri ancora.
Non paghi, questi Robin Hood all’incontrario, spendono pubblici quattrini in consulenze presso accreditati studi legali, salvo poi secretarle qualora il parere risultasse sfavorevole per amici e sponsor economici.
Ad esempio, del parere richiesto dal Comune di Pavia all’avvocato professor Aldo Travi da Busto Arsizio conosciamo la Relazione del 21 gennaio 2013, ovvero prima del sequestro dell’area; secretata invece una sua più aggiornata “nota integrativa”. Forse non per caso, chi tra gli assessori l’ha potuta leggere – l’avvocata Cristina Niutta ad esempio, lei è del mestiere – si è poi resa irreperibile al momento del voto.
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La grande truffa Green Campus a Pavia

26 maggio 2013

Il testo integrale del decreto di sequestro preventivo

Letta la perizia di Stato, il giudice Anna Maria Oddone osserva che, a partire dal 4 dicembre 2009, a Green Campus «iniziavano i lavori per la realizzazione di 326 unità immobiliari “residenziali”, per una superficie lorda di pavimento totale di mq 15.508, attraverso la costruzione di due blocchi di edifici, uno da tre corpi di fabbrica ed uno da due corpi di fabbrica, ognuno comunicante attraverso ballatoi esterni, in forza del permesso di costruire […] nonché delle successive “Dia in variante”, presentate rispettivamente il 17 dicembre 2011 e il 10 luglio 2012, originariamente rilasciate per la realizzazione di un unico complesso immobiliare destinato a “residenze universitarie” – titoli abilitativi da ritenersi sotto molti profili illegittimi». Successivamente «i proprietari stipulavano preliminari di vendita con qualunque soggetto e senza alcuna limitazione, in violazione dello stesso atto unilaterale d’obbligo n. 4480 di rep. 1° settembre 2009, che all’art. 3 prevedeva l’impegno della proprietà a “mantenere la destinazione d’uso delle unità abitative a residenza universitaria”, come prescritto dall’art. 2 comma 10 delle Nta, sino alla durata dell’attuale vincolo di Prg, “e pertanto ad affittare le unità immobiliari unicamente alle seguenti categorie di locatari: – studenti iscritti all’Università di Pavia o allo Iuss; – dipendenti o assimilati all’Università di Pavia, dello Iuss o enti con essi convenzionati per l’attività di ricerca e didattica; – docenti, ricercatori, specializzandi, studiosi, studenti in visita presso l’Università di Pavia, lo Iuss o enti con essi convenzionati per attività di ricerca e didattica”, concludendo sino ad oggi preliminari di vendita per un totale di 147 appartamenti e 82 box, predisponendo a tal scopo atti di funzionamento per la suddivisione dell’immobile in lotti destinati ai promessi acquirenti. Opere da ritenersi realizzate in assenza di permesso a costruire. Fatto commesso a Pavia in data antecedente e prossima al 4 dicembre 2009 ed in attuale permanenza». Nel testo incontriamo due certificazioni a firma dei dirigenti comunali Praderio e Moro tali da implicare «una destinazione incompatibile con quella preminente a servizi, quale è quella destinata a residenze universitarie». Quanto ai rapporti con Comune e Università, al giudice pare «evidente che, al fine di poter edificare legittimamente sull’area in questione, era necessaria e indispensabile una convenzione tra l’Ente pubblico e la parte privata per disciplinare in concreto la “gestione del servizio”».
L’intento elusivo delle norme è fra l’altro reso evidente dalla richiesta «presentata in Comune di frazionamento degli immobili in tante particelle quante sono le unità abitative e quanti sono i posti auto coperti e i box, senza esclusione dei singoli alloggi che costituiscono parte del complesso non ancora posto in vendita»
(G. G.)

Tribunale di Pavia – Decreto di sequestro preventivo artt. 321 c.p.p., 104 disp att. c.p.p.

Il giudice per le indagini preliminari Anna Maria Oddone, letti gli atti per il procedimento nei confronti di: Arturo Marazza, Damiani Alberto, Damiani Piero, Calvi Gian Michele, Turino Roberto – indagati per i reati

A. artt. 110 c.p., 44 comma 1 lett. C, in rel. Art. 30 del D.p.r. 380/2001, perché in concorso tra loro nelle rispettive qualità: (more…)

È nata una Stella

23 marzo 2013

Sulla lottizzazione abusiva Green Campus, finalmente registriamo la presa di posizione dell’Università. In un intervento dal quotidiano locale il rettore Angiolino Stella riferisce che quell’illecito (case vendute sul libero mercato invece che date in affitto a studenti) non avrebbe richiesto alcuna convenzione con l’Università. Non è dunque in discussione la lottizzazione abusiva (acclarata) né tanto meno la vendita indebita dei singoli appartamenti sul libero mercato immobiliare, altrettanto acclarata: il rettore Stella nega l’obbligo della convenzione, necessaria a suo dire solo «quando l’iniziativa riguardi attività produttive inserite nel Parco Tecnologico, solo allora la convenzione, oltre che con il Comune, dovrà essere perfezionata anche con l’Università o enti di ricerca pubblici».
Niente è più lontano dalla verità, come del resto rendicontano la replica dell’avvocato Franco Maurici, qui pubblicata, e una recente ordinanza del Tribunale pavese.
È pur vero che sul quotidiano locale – dal quale lo Stella ha ottenuto un giustificato risalto – nulla era apparso sulla fondamentale ordinanza del giudice Marcella Frangipani il 25 maggio 2012 (poi confermata in appello il 19 ottobre 2012), così che al rettore risulta ancora ignota: nel respingere un ricorso di Green Campus, Frangipani scrive che «l’intervento edilizio in questione ricade nella zona destinata dal Prg a servizi per l’Università (U1), tra i quali sono previste anche le residenze universitarie»; e conferma che «la natura pubblica del servizio in questione comporta l’applicazione del comma 21 dell’art. 24 delle Norme tecniche di attuazione del Prg», e così conclude: «la qualificazione delle residenze universitarie come attrezzature di interesse generale discende dal comma 24 delle medesime norme tecniche. (more…)

Green Campus, il notaio Trotta e il compagno Oliva

9 marzo 2013

da Pavia, Giovanni Giovannetti

Tra i nomi che più ricorrono nelle carte di Green Campus spicca quello del notaio Antonio Trotta, marito dell’ex presidente del Tribunale pavese Maria Grazia Bernini. Suo è l’atto di compravendita dei terreni, il 30 dicembre 2009, tra Arturo Marazza (Arco srl) e Alberto Damiani (Green Campus srl), terreni venduti per l’importo assai elevato di 6.203.200 euro (solo 13 mesi prima Arco li aveva rilevati per “soli” 1.813.000 euro; una plusvalenza di oltre 4 milioni di euro).
Suo è soprattutto il parere «in ordine ai vincoli» quinquennali del Piano regolatore generale su quell’area (16 febbraio 2012): qui l’illustre notaio «afferma» che «l’unico vincolo esistente sugli immobili realizzandi» è quello «di destinazione derivante dal citato atto d’obbligo».
E che dice l’Atto dobbligo? Leggiamo che Green Campus srl «si impegna a mantenere la destinazione d’uso delle unità abitative a residenza universitaria, e pertanto ad affittare» leggiamo affittare «le unità immobiliari unicamente» a studenti, professori, visitatori e dipendenti dell’Università e dello Iuss.
Eppure «secondo tale atto – così lo “legge” il Trotta – gli immobili sono liberamente vendibili a terzi, che possono essere privati, associazioni enti privati/pubblici, società». E decreta: «Sul punto non vi è alcun dubbio».
Qualche dubbio lo ha manifestato la locale Procura il 5 marzo, ponendo l’area sotto sequestro preventivo: un atto «finalizzato alla confisca che non ha precedenti nella storia giudiziaria di Pavia», ha affermato il procuratore capo Gustavo Cioppa nel notificare gli avvisi di garanzia, fra gli altri, a Marazza e Damiani, i “clienti” del notaio.

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La grande truffa Green Campus

8 marzo 2013

Due interviste a “Il Giorno” e a Radio Popolare

«Le abitazioni del campus siano date agli sfrattati» La proposta di chi sollevò il caso, Giovanni Giovannetti. Sul suo blog aveva riferito «il clamoroso illecito». E un suo locale andò a fuoco di Manuela Marziani (“Il Giorno”, 7 marzo 2013)

Di lottizzazione abusiva per Green Campus si parla da un anno. Nel marzo scorso, infatti, la società Green Campus aveva preteso la cancellazione urgente di tutti i post che Giovanni Giovannetti aveva scritto sul blog su quello che veniva definito un “clamoroso illecito”. «Il Tribunale di Pavia ha ritenuto di non dover procedere – ha spiegato Giovanni Giovannetti, giornalista ed editore al quale alla fine dell’anno scorso è stato bruciato un locale – Ma la Perizia di parte allegata alla denuncia ci ha consentito di accertare che a Green Campus è in corso una lottizzazione abusiva, reato ben più grave per il quale è prevista la confisca, a beneficio del Comune».

I tempi non saranno brevi, ma se dovessero essere confiscati, che cosa se ne potrebbe fare degli alloggi che si trovano nelle cinque palazzine?

«L’ho già proposto alcuni mesi fa e lo ribadisco: questi appartamenti (così come quelli di Punta Est) siano destinati a case popolari. Ci sono 892 famiglie in lista d’attesa, sarebbe una bella boccata d’ossigeno per le prime in graduatoria. In alternativa, potrebbero anche assolvere alla loro funzione di residenze universitarie».

Green Campus al Cravino è come Punta Est al Vallone? 


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Case popolari a Green Campus

7 marzo 2013

Giovanni Giovannetti e Walter Veltri a Telepaviaweb

Una casa per chi non ce l’ha

6 marzo 2013

Green Campus a chi è in attesa di una casa popolare

Maggio 2012. In questa conferenza stampa Insieme per Pavia rivela che per Green Campus si tratta di lottizzazione abusiva, e non di un “semplice” cambiamento di destinazione da servizi a residenziale. Con l’occasione, si propone di destinare quelle residenze alle prime 327 famiglie delle 892 in lista d’attesa per una casa popolare. (G.G.)

La Procura ha sequestrato Green Campus

6 marzo 2013

Dopo la confisca, le si destinino a case popolari
da Pavia, Giovanni Giovannetti

«Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca che non ha precedenti nella storia giudiziaria di Pavia». Il procuratore capo Gustavo Cioppa così commenta i sigilli posti alle 5 palazzine Green Campus al Cravino. Criminalità urbanistica, la vera metastasi cittadina (altro che ‘Ndrangheta!).
Lo avevamo denunciato da questo blog, dalle pagine del settimanale “Il Lunedì” e poi in Procura: come per Punta Est, anche al Cravino lorsignori hanno posto in vendita sul libero mercato appartamenti destinati in affitto a studenti, professori, dipendenti dell’Università. Nessuna convenzione con l’Ateneo, obbligatoria poiché – lo ha ribadito il colonnello Sangiuliano – «andava tutelata la natura di servizio» degli edifici. Avviso di garanzia per i costruttori Alberto e Pietro Damiani, nonché per il direttore dei lavori Roberto Turino, per il progettista Gian Michele Calvi e per Arturo Marazza, titolare della Arco Srl
insieme alla signora Casati in Calvi, società dall’esiguo capitale sociale che, nel 2008, aveva acquistato i terreni vincolati per 1.813.000 rivendendoli 13 mesi dopo alla società Green Campus per 6.203.200; in mezzo due false certificazioni comunali e la decadenza dei vincoli ben prima della concessione edilizia il 4 novembre 2009, che ha reso abusiva la lottizzazione.
Nell’atto di compravendita col quale Green Campus srl rileva da Arco srl terreni e diritti edificatori al Cravino si legge che la società acquirente si obbliga a mantenere la destinazione d’uso di quelle unità abitative «a residenza universitaria, e pertanto ad affittare unicamente alle seguenti categorie di locatari: studenti iscritti all’Università di Pavia o allo Iuss; dipendenti o assimilati dell’Università di Pavia, dello Iuss o di enti con essi convenzionati per attività di ricerca e didattica; docenti, ricercatori, specializzandi, studiosi, studenti in visita presso l’Università di Pavia, lo Iuss o enti con essi convenzionati per attività di ricerca e didattica». E invece le hanno vendute a chiunque – anziché affittarle «unicamente a…». Da Green Campus abbiamo ricevuto numerose denunce e querele “di facciata”, tutte soccombenti. Fra l’altro, proprio dalla richiesta al Tribunale affinché disponesse la cancellazione da Direfarebaciare delle nostre inchieste  (il giudice Frangipani lo ha negato, condannando Green Campus a onorare le spese processuali) è poi emersa la ben più gravosa lottizzazione abusiva. Lo raccontiamo nel testo che segue.

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